Un grande passo contro la malaria

La malaria ogni anno affligge oltre 200 milioni di persone e ne uccide quasi mezzo milione.

Dopo oltre 30 anni di ricerche Mosquirix comincia la sperimentazione attiva in Malawi, Ghana e Kenya nell’ambito del primo progetto pilota al mondo coordinato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Si tratta di un passo decisivo contro quella che viene definita la seconda causa di morte per l’umanità perché Mosquirix si è rivelato il primo vaccino efficace contro la malaria.

La malaria

La malaria è una malattia importante, spesso letale soprattutto nei bambini prima dei cinque anni. La malaria viene trasmessa da una specie specifica di zanzare Anopheles con le loro punture dalle quali, purtroppo, non è facile difendersi.

I responsabili della patologia malarica umana sono parassiti specifici: Plasmodium vivax, Plasmodium falciparum , Plasmodium cynomolgi elencati in ordine di diffusione e di letalità.

Dopo circa due settimane di incubazione la malaria si manifesta con: febbre alta, sudorazione alterata, brividi e dolori muscolari alla nuca e alla schiena. A volte compare anche  vomito, nausea e diarrea.

I sintomi sono simili a quelli dell’influenza ma i parassiti si stabiliscono nel sangue, ostruiscono i vasi più piccoli (capillari) e provocano aumenti della pressione e affaticamento cardiaco. Ma l’effetto più grave è l’ostruzione dei capillari che può provocare carenze negli organi e nel cervello. Quando le funzioni degenerano in organi vitali la malaria diviene letale. Un aspetto specifico è l’alternanza dei sintomi legati al ciclo riproduttivo del parassita.

I parassiti infettano il sangue, attaccano i globuli rossi e provocano gravissimi danni iniziando dal fegato entro il quale si evolvono. Sono in grado di sviluppare uno stadio specifico che infetta le zanzare che pungono il soggetto diffondendo il contagio attraverso le successive punture dell’insetto in altre persone.

Le zone a rischio

Sono tutte le zone geografiche nelle quali la temperatura è stabile oltre i 24°. La zanzara responsabile del contagio non sopravvive  a temperature inferiori ai 18°  quindi nelle aree con alternanze stagionali diviene un pericolo esclusivamente estivo.

Come difendersi

Il vaccino Mosquirix sarà un arma efficacissima ma sino ad ora le difese sono costituite da insetticidi, repellenti e zanzariere da utilizzare in modo combinato specialmente dal tramonto all’alba.

Attualmente la profilassi standard suggerita dall’OMS consiste nell’assunzione di una compressa da 150 mg di Clorochina ogni tre giorni, iniziando una settimana prima del viaggio nelle zone a rischio.  Questo farmaco può indurre nausea, cefalea, caduta dei capelli e problemi alla vista ma generalmente anche questi effetti non sono così gravi da richiedere la sospensione della profilassi.

India, Nepal, Bali  e Medio Oriente

Costituiscono zone a rischio limitato che richiedono di associare alla Clorochina il Proguanil. Il Proguanil  va assunto in 2 compresse da 100 mg/giorno iniziando 2/3 giorni prima e per un mese al termine del soggiorno nelle aree a rischio. Effetti collaterali comuni comprendono nausea, stomatiti, vomito e ulcerazioni alla bocca.

Cina, Bangladesh, America del sud e Africa sub-Sahariana

Sono aree nelle quali si è sviluppata una resistenza alla Clorochina che va sostituita dalla Meflochina: 1 compressa da 250 mg alla settimana, iniziando con un largo anticipo di 3 settimane. Effetti collaterali possono essere nausee e vertigini nelle prime settimane ma nel 10% dei casi si hanno incubi, allucinazioni e disturbi del sonno e va utilizzata con grande cautela nei cardiopatici, epilettici e psicotici.

Se la Meflochina non è tollerata può essere sostituita da Malarone (1 compressa/giorno) associato a Proguanil. Il Malarone va assunto insieme ad una colazione abbondante che comprenda latte. Quando il soggetto vomita poco dopo la somministrazione (entro un’ora) è preferibile assumere una seconda dose. Il trattamento va inniziato 2 giorni prima della partenza. Quando è richiestta l’assunzione di Malarone il soggiorno nella aree a rischio non deve superare le 4 settimane.

Cambogia, Myammar, Thailandia e Laos

In queste aree è stata segnalata resistenza ai farmaci precedenti e la malaria va contrastata con una compressa/giorno di Doxiciclina da 100 mg, iniziando 2 giorni prima della partenza.  La Doxiciclina è utilizzata anche quando i farmaci come la Meflochina sono mal tollerati perché non produce, solitamente, eccessivi effetti collaterali. Quelli gaastrointestinali (nausea, vomito) possono essere limitati assumendo il farmaco a cena e questo contribuisce a contenere la fotosensibilizzazione della pelle che genera facilmente eritemi solari. Con l’uso della Doxiciclina è importante evitare di esporsi al sole e proteggersi con abiti adatti e creme solari.

Indicazioni importanti comuni per tutti i farmaci

La profilassi deve essere sempre ininterrotta per tutta la durata del viaggio e del soggiorno nelle zone a rischio e va conclusa sempre un mese dopo il ritorno a casa. La malaria segue i cicli vitali dei parassiti e di conseguenza i farmaci vanno presi sempre alla medesima ora e negli stessi giorni per quelli settimanali. Se non vengono seguite queste indicazioni la profilassi viene meno con conseguenze molto gravi anche letali. La profilassi comunque non è efficace al 100% e prima e dopo ogni viaggio e soggiorno potenzialmente a rischio è necessaria una visita specifica da un medico con competenze adeguate nelle malattie tropicali.

Il contributo della ricerca scientifica UniSanPaolo

L’Università Anglo Cattolica San Paolo Apostolo ha messo a punto sistemi di analisi spettrometriche in grado di rilevare, in pochi secondi la presenza nell’organismo dei parassiti responsabili della malaria cioè il  Plasmodium cynomolgi, il Plasmodium falciparum e il Plasmodium vivax.

Analisi immediate e non invasive effettuate su un semplice campione di saliva auto prelevato. Questa analisi consente di evitare il prolungamento della profilassi che, in assenza di parassiti specifici in qualsiasi forma, non risulta necessaria e può essere interrotta. Questo evita di sopportare gli indesiderati effetti collaterali che i farmaci provocano, oltre il necessario, ma consente anche di far iniziare ai medici le cure specifiche quando i parassiti, superando la barriera della profilassi, sono presenti nell’organismo.

Non solo malaria ma anche tutte le patologie simili

La ricerca scientifica UniSanPaolo consente di estendere le analisi spettrometriche ad altre forme di malattie simili all’influenza ma più gravi come le patologie, sempre legate al contagio da punture di zanzara, causate dai virus Chkungunya, Zika, della Febbre-gialla e della Dengue.

Secondo i dati dell’OMS, la Dengue viene individuata circa 70 anni fa nelle Filippine e in Thailandia ma prolifica ormai in tutta l’Asia e il Sud America con un’incidenza di decine di volte superiore al ceppo originario sia come estensione delle aree a rischio che come numero di soggetti interessati dall’infezione 100 su 100: cioè 100 milioni di soggetti annualmente colpiti in 100 Paesi del mondo che già rappresentano oltre il 50% della popolazione della Terra.

La spettrometria elettromagnetica

Il protocollo specifico UniSanPaolo consente l’individuazione immediata e precoce di tutte queste patologie consentendo ai medici di intervenire con tempestività e precisione senza falsi positivi/negativi.

I vantaggi della spettrometria elettromagnetica sono impareggiabili e rappresentano un sistema di analisi unico, semplice e affidabile ormai imprescindibile che la fisica dei quanti ci ha donato insieme ai microscopi elettronici, la risonanza elettromagnetica, i telefoni cellulari, il GPS, le chiavette USB e mille altri miracoli della scienza che, ormai, consideriamo parte del quotidiano.

Eppure tutti questi dispositivi per la fisica di Galileo e Newton sono impossibili da realizzare e la loro esistenza un non-senso. Tutti conoscono la fisica classica che è una semplificazione della realtà accettabile solo in condizioni non estreme. La fisica moderna dei quanti è invece così complessa che supera la nostra capacità di comprensione. L’effetto tunnel quantico permette alle particelle di superare barriere solide ma rimane incomprensibile, anche se lo utilizziamo ogni giorno per chattare online.

Possiamo fare cose meravigliose con la spettrometria elettromagnetica, come determinare con precisione assoluta l’esistenza di batteri, parassiti, virus e agenti patogeni nell’organismo.

I medici possono finalmente contare su analisi certe per ottenere un quadro preciso dello stato di salute delle persone.

Da un campione di saliva i Centri Apollo UniSanPaolo possono determinare se il soggetto ha o non ha patologie e agenti patogeni specifici e offrire ai medici la possibilità di effettuare diagnosi precise, prive di errori per terapie efficaci e mirate.

L’analisi spettrometrica elettromagnetica rappresenta il migliore aiuto per i medici.

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