Sapone: pregi e difetti

L’acqua sciacqua ma non lava e per farlo ci vuole il sapone.

Questa semplice regola è ben nota ma non sempre lo sono le sue motivazioni chimiche.

Lo sporco ha origine nelle sostanze grasse soprattutto perché il grasso rappresenta un veicolo eccellente per la diffusione di patogeni, batteri e virus. I microrganismi sono spesso nostri nemici, a volte addirittura mortali, e utilizzano le sostanze grasse per vivere e sopravvivere. Le sostanze grasse forniscono nutrimento e favoriscono la proliferazione dei microrganismi ma possono anche proteggerli da attacchi ostili come quelli del freddo e del caldo eccessivo o dei disinfettanti. A volte le sostanze grasse si rivelano coperte antifreddo, tute ignifughe per proteggere del calore o addirittura tute BNC contro gli agenti per loro letali. I microrganismi sono, come ci ricorda il loro nome, estremamente piccoli e di conseguenza minuscole quantità di sporco grasso possono rivelarsi devastanti per la nostra salute.

Dal punto di vista chimico le molecole di acqua non sono in grado di legarsi alle sostanze grasse. Dimostrarlo è semplice basta versare nello stesso bicchiere acqua e olio: ogni tentativo di mischiare fra loro questi due liquidi si rivelerà vano. Acqua e olio rimangono sempre separati qualsiasi cosa facciamo.

Quindi l’acqua non può, da sola, detergere proprio perché non è in grado di legarsi alle sostanze grasse. L’acqua può agire solo dal punto di vista meccanico lavando via lo sporco. Lo fa però con estrema difficoltà perché le sostanze grasse sono, in maggiore o minore misura, sempre appiccicose nei confronti delle superfici e lavarle via non è sempre facile.

Se intendiamo bonificare una superficie dobbiamo aiutare l’acqua con il sapone. I detergenti sono in grado di rendere possibile il legame acqua-sporco grasso per le loro proprietà tensioattive e quindi rendono possibile alla schiuma prodotta da acqua + sapone di catturare le sostanze grasse e dilavarle facilmente.

Le regole di base:

  1. eliminare lo sporco grossolano
  2. bagnare
  3. generare molta schiuma e applicarla ovunque
  4. lasciare alla schiuma il tempo di agire legandosi alle sostanze grasse
  5. lavare con attenzione schiuma e sporco
  6. asciugare con aria filtrata, panni monouso o simili

Il tempo di contatto

Queste regole valgono sempre indipendentemente dalla superficie da lavare o dal tipo di detergente utilizzato. Il punto centrale è il tempo di contatto cioè quello da dare alla schiuma per assorbire grasso, sporco e microrganismi.

Il sapone è un detergente e anche un eccellente disinfettante. Per lavarsi le mani la schiuma deve agire almeno per 30 secondi e il chirurgo la lascia agire per 3 minuti. Quindi se dobbiamo detergere una ferita lasceremo agire la schiuma per qualche minuto mentre prima di mangiare potremo ridurre questo tempo a 30 secondi o più in relazione anche al grado di sporco e a cosa abbiamo toccato prima. Usare convenientemente il bagno significa lavarsi le mani prima e dopo aver utilizzato il water e non farlo significa rischiare infezioni ai genitali (prima) e gastrointestinali (dopo).

Lavare le mani è inutile se poi tocchiamo elementi contaminati dopo averlo fatto. Dobbiamo pensare allo sporco come a un colore invisibile e in effetti lo è perché non possiamo vedere i patogeni. Se ci siamo macchiati le mani con l’inchiostro di una penna rotta le laviamo e poi evitiamo accuratamente di toccare di nuovo quella penna per non sporcarci nuovamente.

Allo stesso modo dopo esserci lavati le mani prima di mangiare non possiamo poi toccare il telefono o i soldi che sono gli elementi in assoluto peggiori come veicoli di contaminazione patogena. Il telefono può essere periodicamente pulito con un panno imbevuto di disinfettante utilizzandolo con attenzione ed evitando i pulsanti e i fori dei trasduttori (microfoni e altoparlanti) oppure pulendo soltanto la cover (dopo averla separata dal telefono) e il touchscreen.

In ogni caso mangiare e utilizzare il cellulare sono attività incompatibili. Prima di lavarvi le mani spegnete o isolate il telefono in modalità aereo e gustatevi il pasto prima di renderlo nuovamente operativo.

Il lato oscuro del sapone

Il sapone, cioè ogni detergente, possiede una enorme capacità di combinarsi con altri elementi quindi deve essere sempre utilizzato nelle dosi strettamente necessarie. Il sapone utilizzato in quantità eccessiva si combina con altre sostanze ostruendo tubazioni e scarichi con formazioni prevalentemente biancastre che divengono solide e difficilissime da eliminare. Queste incrostazioni si formano oltre i sifoni e possono ostruire anche completamente il deflusso normale degli scarichi domestici.

Naturalmente i produttori dei detersivi cercano in ogni modo di favorire l’uso dei propri prodotti in quantità ben oltre quelle necessarie. I dispenser di sapone rilasciano sempre quantità troppo elevate di prodotto e quindi tutti dovrebbero utilizzare dispenser non forniti con il sapone che ne erogano quantità inferiori ma ampiamente sufficienti. L’acquisto di un dispenser si fa una volta ma il risparmio che ne deriva si ottiene per anni e si tutela l’ambiente e l’ecosistema.

Lo stesso discorso vale per la pulizia personale shampoo e bagno schiuma vanno utilizzati in minuscola quantità e sempre preventivamente diluiti. La dose ideale va individuata nella quantità minima che genera schiuma e la diluizione può anche essere fatta preventivamente versando acqua e detergente sulla mano prima di applicarla ai capelli o al corpo. Si può anche diluire il sapone aggiungendo acqua nel contenitore se questo si dimostra efficace, ricordandosi di agitarlo prima dell’uso.

Quando l’acqua contiene calcio (acqua dura) i detergenti si combinano con questo elemento quando vengono utilizzati in quantità improprie. Se la lavastoviglie o la lavatrice sembrano non funzionare adeguatamente e lasciano stoviglie e abiti con macchie e aloni, la prima causa risiede nell’eccesso di detergente combinato ad un’acqua troppo dura o con altri residui. In questi casi è sufficiente diminuire la quantità di sapone sino a quando le macchie non svaniscono. I produttori tendono ad evitare questo mettendo in commercio pasticche monodose che comunque possono essere sempre divise o sbriciolate oppure si può semplicemente preferire l’uso di detersivi liquidi, in polvere o gel che possono essere dosati a piacere.

Non bisogna infine dimenticare che l’uso diretto è sempre più efficace. Se A deve dire una cosa a E è meglio che lo faccia direttamente oppure che passi l’informazione a B che lo racconti a C che ne parli con D che infine lo riferisca a E? Certo nessuno utilizzerebbe una catena lunga e di difficile controllo e tutti utilizzano il metodo di parlare direttamente con l’interessato. Eppure questo spesso viene fatto spinti dalla pubblicità ossessiva a favore di prodotti specifici.

Il succo di limone è un ottimo detergente quindi viene utilizzato come additivo. Nei detersivi commerciali in realtà viene utilizzato quasi sempre il succo delle arance anch’esse agrumi come i limoni e quasi egualmente efficaci. Ma aggiungere questi additivi comporta spese di acquisizione e fabbricazione e il prodotto finale costa di più oltre a perdere molto della sua efficacia durante il processo di produzione e la successiva conservazione. Perché invece di acquistare un detergente al limone pagando un prezzo superiore non utilizziamo un detergente senza limone aggiungendo al prodotto qualche goccia di limone al momento di utilizzarlo? Questo comporta un minore spreco di risorse e costi inferiori pur garantendo una resa maggiore.

L’uso diretto dei prodotti naturali è molto efficace e offre grandi vantaggi ai consumatori e all’ambiente.

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