Riccardo Giacconi

Oggi è un giorno triste per la Fisica e per tutto il mondo. Riccardo Giacconi il fisico italiano poi divenuto cittadino americano è morto.

Il suo grande contributo, per il quale ha ricevuto il premio Nobel per la Fisica nel 2002, è concentrato nello sviluppo dell’astrofisica e nella scoperta delle grandi sorgenti cosmiche di raggi X.

Nato e cresciuto anche negli studi in Italia nel 1959 si trasferisce però negli USA nel Massachusetts, all’American Science and Engineering, dove può condurre i suoi studi considerati così importanti da fargli ottenere la cittadinanza americana.

Riccardo Giacconi crea un nuovo tipo di astronomia che non risente dei disturbi e del degrado che l’atmosfera e le fonti luminose terrestri creano per l’astronomia classica basata sulle frequenze della luce visibile.

Creando un’astronomia non filtrata dall’atmosfera terrestre permette la scoperta della prima sorgente cosmica a raggi X (Scorpius X-1, nel 1962) ed egli stesso promuove, nel 1970, il primo progetto di satellite dedicato al rilevamento dei raggi X (Uhuru).

Giacconi viene considerato il fondatore dell’astronomia a raggi X e contribuisce a Chandra (Nasa) il primo telescopio a raggi X orbitale che verrà quasi subito seguito da Xmm-Newton (Esa).

È proprio lui con il suo gruppo a progettare il complesso sistema di ottiche per focalizzare i raggi X secondo il principio dell’incidenza radente realizzato attraverso  tubi concentrici.

I raggi X e i raggi gamma, entrambi radiazioni ionizzanti non visibili, sono le emissioni di energia più potenti dell’Universo comprese: nane bianche, pulsar e buchi neri.

L’osservazione di questi fenomeni è possibile esclusivamente nello spazio profondo in quanto le energie in gioco sono così eccezionali che non possono essere prodotte in laboratorio. Anche se potessimo farlo, infatti, tali esperimenti distruggerebbero semplicemente il pianeta Terra.

Riccardo Giacconi ha aperto con i suoi studi e le sue ricerche una strada molto importante per tutta l’umanità ma è anche doveroso ricordare come sia stato costretto a trasferirsi negli Stati Uniti per farlo. Noi oggi lo ricordiamo come un italiano illustre ma molti dei suoi premi e meriti scientifici li ha conseguiti da cittadino americano e non dobbiamo più consentire che gli scienziati debbano migrare per svolgere le proprie ricerche e seguire le proprie geniali intuizioni.

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