Plastica e ambiente

La plastica è un materiale duttile e estremamente utile ma sta distruggendo l’ambiente perché sostanzialmente non è riciclabile o lo è solo in minima parte. Quasi la metà delle confezioni dei prodotti sono in plastica in particolare quelle destinate ai prodotti alimentari: cibi e bevande.

La Commissione Europea si occupa da sempre di Ambiente è sta cercando di ridurre drasticamente l’uso della plastica nel settore monouso. Gli usa e getta in plastica non solo sono responsabili dell’inquinamento da gas serra ma rilasciano scorie definite microplastica che stanno inquinando irrimediabilmente gli oceani e i litorali. Una stima fissa il 2050 come l’anno nel quale, se non ci sarà una decisa inversione di tendenza, i mari conterranno più plastica che pesci ma già adesso la microplastica si insinua nei molluschi e quindi nel nostro organismo.

La plastica non solo crea enormi problemi di riciclo e anche le buste ecologiche del supermercato in realtà possono essere riciclate solo due volte ma anche i contenitori non sono riutilizzabili all’infinito. Le bottiglie delle bevande devono avere sul fondo un numero, spesso quasi invisibile, che determina il numero di riutilizzi sicuri prima del rilascio di microplastica.

Microplastica

Gli oggetti di plastica si sfaldano per molteplici cause generando particelle che al di sotto della dimensione di qualche millimetro vengono definite microplastica. Queste particelle sono innaturali ed avulse all’ambiente e agli organismi ma estremamente resistenti e tenaci quindi pericolose per la salute di uomini, animali, piante e ambiente.

L’ambiente più ricettivo e quindi dove le microplastiche causano i maggiori danni è quello marino. Dal mare, e dalle acque interne dolci, la microplastica arriva nel nostro organismo con i pesci, i molluschi, le alghe, il sale (marino), ecc.

L’unica vera difesa consiste nel limitare o eliminare l’uso di prodotti usa e getta in plastica e l’Europa sta facendo proprio questo. LA Coommissione EU ha decretato il bando dei prodotti monouso in plastica che dovrà essere confermato dall’Europarlamento e dagli Stati membri al più presto.

Dopo i sacchetti di plastica non riciclabili il divieto riguarda piatti, posate, bicchieri, cannucce, cotton fioc, i contenitori per bevande con tappo separabile, contenitori per alimenti, aste per palloncini, ecc. che dovranno essere sostituiti da prodotti riciclabili non pericolosi.

La normativa introduce obblighi specifici indirizzando la raccolta dei contenitori monouso: ad esempio le bottiglie in plastica per bevande andranno raccolte attraverso l’uso di depositi-cauzionali come per quelle in vetro. I prodotti attualmente non sostituibili come salviette umidificate, assorbenti e simili dovranno, come le sigarette,  attraverso la confezione informare chiaramente l’utente sui rischi connessi al loro utilizzo. Ma la misura più efficace sarà l’obbligo per i produttori di contribuire ai costi di raccolta, bonifica e trattamento dei rifiuti plastici che farà lievitare i prezzi rendendo meno conveniente l’uso di questi prodotti.

L’Europa ha calcolato in oltre 20 miliardi di euro i risparmi per la riduzione dei danni all’ambiente e in circa 7 miliardi di euro i risparmi per i consumatori in un sistema all win nel quale tutti vinceranno, ambiente compreso.

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