Pavle Perović

Pavle Perović è una persona speciale che ha da sempre due grandi passioni: la famiglia e la pittura, un figlio di una grande terra di solida tradizione spirituale e culturale.

Pavle Perović nasce a Zara una città della costa Dalmata con radici culturali molto particolari che si dipanano tra la tradizione romana e quella cristiana. A Zara troviamo la più piccola cattedrale del mondo nella chiesa della Santa Croce e il più grande foro romano ad est del mare Adriatico, perennemente immersi in una natura dai colori accesi e saturi che ispira Perović ad esprimersi come pittore fin da bambino quando riesce a trovare dei colori ad olio ma non i pennelli. Il piccolo Pavle non si scoraggia e il suo primo quadro lo realizza con le dita: “Il Cristo sulla Croce” ci racconta molto di lui e della sua spiritualità interiore ma anche della sua forza di volontà e del suo vigore espressivo.

Pavle Perović vive da sempre per la famiglia che considera il suo rifugio e il suo bene più prezioso. Una famiglia in senso lato che comprende la sua genia e la sua Patria: la Croazia. Quando Pavle Perović inizia il suo cammino Zara è parte della Jugoslavia asservita dal regime comunista prepotentemente instaurato dopo il conflitto mondiale e subito il suo spirito, la sua educazione e le sue esperienze lo indirizzeranno a valutare criticamente la dittatura che soffoca la sua terra e la sua famiglia.

Pavle Perović, universitario ventenne, vive da protagonista la Primavera Croata che nel ’71 chiede finalmente al regime comunista libertà e indipendenza e questa sua ribellione lo fa vessare dalla dittatura che vuole conservare il potere ad ogni costo. Pavle si unisce alla resistenza popolare croata e ne diverrà colonnello, combatte e viene imprigionato ma fugge dipingendo per se stesso un esistenza certo non facile ma decisamente ricca di avventure e colore.

Per il giovane Perović gli affetti, la famiglia, la Patria e la libertà sono la sua stessa essenza e permeano la sua vita e influenzeranno le  oltre mille opere figurative che oggi ha già prodotto il suo genio. Come pittore si sente ed è un ribelle e un avventuriero che sperimenta tecniche diverse ma mai banali. Nelle sue opere Pavle Perović fa esplodere i colori saturi in scene apparentemente semplici tratte da quella vita quotidiana che fanno sentire a casa e in famiglia il suo spirito tormentato e indomito sempre guidato da una creatività interiore non comune.

Dipinge animali e paesaggi, botteghe e oggetti quotidiani, persone comuni e soggetti sacri ma tutti sempre con grande intensità, partecipazione interiore e forza espressiva prorompente. Tutto riporta ogni volta alla sua famiglia e a quella Croazia che non smette di amare anche attraverso le testimonianze palesi dei suoi innumerevoli viaggi.

Pavle Perović è un cittadino del mondo, un poliglotta che “scrive” i suoi quadri come fanno i cristiani ortodossi con le icone, ma lo fa utilizzando tante lingue attraverso cambi di tecnica e media diversi e concentrandosi su soggetti variegati che testimoniano quel suo peregrinare in un mondo che brama ardentemente conoscere nei più nascosti dettagli.

Per Pavle la bellezza del mondo creato da nostro Signore è nei dettagli e la sua tecnica senza tempo li esalta per porli all’evidenza dell’osservatore in modo sempre elegante e non casuale. Olio e carboncino, colori e ombre, effetti scenici reali e surreali tutto collabora alle sue opere solo apparentemente casuali ma in realtà sapientemente concepite e programmate.

I 14 Apostoli

Personalmente ho avuto il privilegio di conoscere Pavle Perović a Roma in occasione di una mostra dedicata ai “14 Apostoli”. Si tratta di una serie di sette opere realizzate da lui e sette dal suo amico Ante Milas. Una serie coordinata basata su quadrati ruotati di 90° che anelano a divenire rombi. Ogni quadrato diviene un settore di un progetto comune e più ampio scandito da un triangolo isoscele stretto sovrapposto il cui vertice acuto scandisce il tempo di un orologio surreale in una rotazione suggestiva e inaspettata.

La serie scaturita dalla collaborazione tra i due pittori è vigorosa e armonica tanto da rendere difficile separare le opere dell’uno e dell’altro pittore. Tutti i quadri contengono riferimenti alla Croazia, alla sua natura, alla sua cultura e alle sue tradizioni.

Simon Pietro, Andrea, Giacomo il maggiore, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Tommaso, Matteo, Giacomo il minore, Giuda Taddeo, Simone lo Zelota, Mattia, Giuda Iscariota e Paolo.

Gli Apostoli inizialmente scelti da nostro Signore erano 12 ma il loro numero scende a undici dopo il suicidio di Giuda Iscariota e viene riportato a dodici con Mattia scelto dagli Apostoli stessi e a loro si aggiunge il più famoso Paolo chiamato da Dio che non conobbe Gesù nelle sue sembianze terrene ma solo dopo la sua resurrezione. Quindi gli Apostoli sono in effetti 14 comprendendo oltre al nucleo originario anche Mattia e Paolo.

Nel Vangelo secondo Matteo vengono elencati i dodici discepoli addestrati da Gesù stesso: “I nomi dei dodici apostoli sono questi: il primo, Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo d’Alfeo e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, quello stesso che poi lo tradì.”

Dopo la resurrezione Gesù invita i suoi primi discepoli insieme con Mattia e Paolo a divenire Apostoli. Una trasformazione netta e di grande significato perché i discepoli sono dei seguaci, degli apprendisti che furono infatti educati e addestrati da Gesù, mentre apostolo è un termine completamente diverso che definisce un inviato cioè colui al quale viene affidata una missione specifica da compiere.

La scelta di raffigurare insieme tutti i 14 Apostoli è quindi originale e innovativa in una storiografia ufficiale che riporta sempre il numero dodici e le 14 opere ci narrano gli Apostoli da un punto di vista affatto banale in tutti i sensi anche nella tecnica geometrica che fa proprio dinamismo e movimento superando il tempo attraverso lo scorrere di un orologio appena sussurrato eppure dominante.

Grazie a Pavle Perović e alla sua opera pittorica possiamo assaporare le bellezze della terra Croata e lo spirito del suo popolo mediati da una spiritualità e un senso della famiglia veramente profondo.

S.E.R. mons. Mauro Contili, Rettore

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