Nuovo Testamento

Il Nuovo Testamento, nella sua accezione originaria significa patto e descrive la nuova alleanza fra Dio e tutto il suo Popolo non più circoscritto ai discendenti di Abramo ma universale cioè cattolico. Dopo il II secolo i Concili stabiliscono di distinguere gli scritti ebraici precristiani da quelli successivi coniando per le due raccolte i nomi di Antico Testamento e Nuovo Testamento nome che indica i testi che derivano direttamente dalla venuta di nostro Signore Gesù sulla terra e dalla sua predicazione, morte e risurrezione. Il Nuovo Testamento è costituito, oltre che dai 4 Vangeli ispirati alla vita del Signore, anche dal libro che narra gli Atti degli Apostoli, dall’Apocalisse che illustra la visione profetica della fine del mondo e da alcune lettere di Paolo e di altri Apostoli.

Il Nuovo Testamento è quindi un compendio che testimonia la Fede nel Figlio di Dio inviato per la nostra salvezza e costituisce la Parola definitiva di Dio all’uomo attraverso il nuovo patto con tutti gli uomini.

Gli scritti del Nuovo Testamento

I quattro Vangeli riconosciuti narrano la vita e la resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo e derivano dall’Apostolos che fu la prima raccolta, indivisa, degli scritti degli Apostoli e dei loro diretti discepoli. Successivamente la raccolta venne divisa in Vangeli separati attribuiti  a Marco, Matteo e Luca definiti sinottici in quanto sostanzialmente confrontabili nella struttura storiografica oltre a quello di Giovanni che invece possiede alcuni tratti originali.

Il libro degli Atti degli Apostoli illustra la nascita delle Chiese Cristiane come prime comunità di fedeli.

Le lettere sono quelle scritte da S. Paolo a persone: Timoteo (2), Tito e Filemone o a comunità cristiane specifiche: Romani, Corinzî (2), Galati, Efesini, Filippesi, Colossesi, Tessalonicesi (2) ed Ebrei (considerata non attribuibile a S. Paolo da alcune Chiese) e quelle indirizzate a tutti i Cristiani definite cattoliche cioè universali ma di autore incerto: Pietro (2), Giovanni (3), Giacomo e Giuda. Queste lettere testimoniano la predicazione degli Apostoli alle varie comunità di credenti o Chiese Cristiane.

Il libro dell’Apocalisse di Giovanni annuncia la resurrezione del Signore che ordina di scrivere 7 lettere a 7 Chiese: profezie simboliche della vittoria sul male e sulla fine del mondo.

Tutti gli scritti del Nuovo Testamento sono del I° secolo e vergati, su papiro o pergamena, in koinè che era la lingua greca ampiamente diffusa nell’area del Mediterraneo soprattutto orientale in quel periodo storico.  La diffusione del Cristianesimo rende indispensabili le traduzioni di questi scritti in altre lingue a cominciare dal latino ma queste spesso creano versioni parallele e in parte anche difformi dovute alle traduzioni non sempre fedeli e corrette.

Esistono infine molti scritti definiti apocrifi con un termine coniato dalle comunità cristiane che significa nascosti o riservati a pochi. questi testi, attribuiti ad apostoli o discepoli vengono esclusi dai compendi liturgici perché in contraddizione con i canoni cristiani. Tra questi i più noti sono i cosiddetti Vangeli dell’infanzia come il Protovangelo di Giacomo e il Vangelo dello Pseudo-Matteo che narrano l’infanzia di Gesù e la storia di Maria e Giuseppe che vengono solo accennate nei Vangeli canonici. Gli altri atti apocrifi descrivono invece le vite, i viaggi, la predicazione, i miracoli e il martirio degli Apostoli e dei loro discepoli diretti. È difficile orientarsi in questi scritti poco noti e considerati anche se a volte contengono episodi delle vite di Paolo e Pietro che appaiono confermati in altre raffigurazioni e testi di antica datazione.

Venti secoli fa siamo In un periodo storico dove la cultura e la conoscenza vengono tramandati principalmente in forma orale con tanti passaggi che ne alterano, a volte, il senso. La carta e la stampa, come le intendiamo oggi, semplicemente non esistono, pochi sanno scrivere e pergamene e papiri vengono mal conservati e si deteriorano in fretta. vengono quindi tramandati solo gli episodi più rilevanti e sempre in forma scarna e piuttosto criptica quindi la narrazione della vita di Gesù è solo accennata sino al suo periodo pubblico e poco di essa conosciamo purtroppo.

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