Libertà e internet

Il caso Telegram

Telegram il popolare servizio di messaggistica scelto da centinaia di milioni di utenti in tutto il mondo sta crescendo questi giorni in modo ancora più veloce dopo la catastrofe Facebook/WhatsApp che suggerisce agli utenti di utilizzare applicazioni sicure.

La Russia però intende controllare tutto anche Telegram ma dopo il secco rifiuto di Pavel Durov di fornire i codici per decifrare i messaggi utente al governo russo l’autorità che controlla le comunicazioni Roskomnadzor si è rivolta al Tribunale di Mosca che ha deciso di bloccare Telegram ovviamente solo sul territorio russo sul quale possiede giurisdizione.

La nuova Russia con questo gesto ritorna indietro nel tempo al muro di Berlino e all’URSS comunista, dittatoriale e liberticida.

Telegram ha risposto trasferendo i server in altre nazioni continuando a fornire via internet i propri servizi anche agli utenti russi.

Internet e i mezzi di comunicazione del Villaggio Globale che hanno sconfitto la dittatura comunista (e molte altre) non possono essere fermati dai vari Minculpop (il Ministero della cultura popolare fascista che durante il ventennio si occupava della censura). Le dittature hanno bisogno della censura le democrazie no!

La censura russa sta cercando di oscurare Telegram e i suoi indirizzi IP cancellando indiscriminatamente e coinvolgendo in parte anche: Amazon, Google, Viber, Twitter, Facebook e altro ancora. Molti governi stanno rispondendo per tutelare le aziende coinvolte chiedendo la riattivazione tempestiva dei servizi. Le scuse russe parlano di un inconveniente tecnico che ha colpito indirizzi IP di social network russi e stranieri non soggetti al bando. Ma la sostanza rimane: un’azione dispotica, liberticida e maldestra indegna della nuova Russia.

Il caso Telegram ha rilevato che Cittadini e Deputati Duma vogliono utilizzare Telegram e continuano a farlo e addirittura siti e blog anche tradizionalmente vicini al governo indicano come farlo superando i blocchi.

Telegram viene estesamente utilizzato nelle comunicazioni interne delle aziende e ad esempio Sberbank (fra le maggiori banche russe e filogovernativa) ha emesso note e circolari interne per informare su come continuare a usare i social censurati. Anche canali televisivi e siti governativi forniscono indicazioni in merito.

La libertà e la democrazia passa anche per i social come Telegram, ma vi passa anche l’economia e la quotidianità e persone e aziende non intendono rinnciarvi.

L’ultimo colpo di coda di un regime defunto?

Oggi Telegram è inattivo in diversi Paesi compresa l’Italia. Un blocco improvviso che non consente di inviare messaggi da ogni terminale fisso o mobile. I vantaggi che offre Telegram sono enormi e oggi se ne fa un uso commerciale, istituzionale ed aziendale sempre maggiore nelle comunicazioni di lavoro.

Restiamo in attesa di un resoconto e della possibilità di tornare ad utilizzare appieno tutte le funzioni messe a disposizione dall’applicazione. Segnalateci eventualmente un ritorno alla normalità attraverso i vostri commenti.

Telegram ha ufficialmente comunicato un’improvvisa interruzione di corrente elettrica nella centrale di Amsterdam che coinvolge molti servizi internazionali bloccando gli utenti in Europa, Medio Oriente, Nord Africa, Russia e Comunità di Stati Indipendenti che comprende tutte le ex repubbliche federate dell’Unione Sovietica ad eccezione di baltiche (Lituania, Estonia, Lettonia).

Telegram informa che sta lavorando alacremente per ripristinare il servizio, si scusa per il disagio e si propone di comunicare aggiornamenti sui progressi.

Ma la Russia c’entra?

Un noto politico italiano era solito dire che a pensare male si fa peccato ma spesso si coglie nel segno: chi può escludere un ennesimo colpo di coda dei vecchi comunisti URSS e dei loro servizi segreti per colpire Telegram?

Se così dovesse essere si tratterebbe di un errore colossale. Le persone oggi sono molto più sensibili ai loro “diritti social” che ad altro. Se spargere biotossine per uccidere spie, interferire in questioni elettorali, gasare città o mantenere in vita dittatori ormai obsoleti può essere tollerato bloccare i social assolutamente no!

L’utilità di Telegram

È eccezionale e come sempre ognuno se ne rende conto quando ne deve, forzatamente, fare a meno. Lunga vita a Telegram e alla sua utilità.

Confrontando i disservizi di Telegram con quelli di altri popolari network scopriamo invece l’efficienza proprio di Telegram che non ha praticamente mai cadute o problemi prima di oggi. Ecco un semplice raffronto ottenuto da http://downdetector.it/ un sito specializzato nel raccogliere i disservizi dei sistemi online:

Il confronto dei grafici che mostrano i disservizi rilevati evidenzia come Telegram sia l’unico a possedere un grafico sostanzialmente piatto a parte i problemi noti delle ultime ore mentre praticamente tutti i servizi creano problemi ai loro utenti con preoccupante frequenza.

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