L’evoluzione del Sudan

In questi giorni il Sudan sta vivendo un momento critico ma la situazione si sta evolvendo lentamente verso una soluzione positiva.

Dopo giorni di manifestazioni popolari, un governo macchiatosi di crimini contro l’umanità (genocidio) e di aver dilapidato i soldi dei cittadini portando l’inflazione a livelli stratosferici (44%) è stato rimosso con un colpo di mano dall’esercito schierato contro le forze del regime.

Un colpo di Stato

Il governo del presidente Omar al Bashir è terminato e il generale Awad Ibn Ouf con un neoconsiglio militare ha preso il potere.

Il generale Ouf era il ministro della Difesa negli ultimi 4 anni del vecchio regime e a febbraio viene addirittura nominato vicepresidente. Dopo aver preso il potere con il colpo di Stato, il generale Ouf annuncia un governo militare di transizione per un periodo di due anni per poi organizzare nuove elezioni, ma sospende i diritti costituzionali, chiude confini e spazio aereo, impone il coprifuoco e nega le libertà civili.

A questo punto le manifestazioni non si fermano nonostante il coprifuoco, anzi la popolazione lo viola incurante delle conseguenze perché anche il generale Ouf è coinvolto nel genocidio del Darfur con le sue 300.000 vittime e decisamente coinvolto nelle responsabilità del vecchio regime.

Migliaia di persone  protestano e contestano.

Il secondo colpo di Stato

Awad Ibn Ouf, stremato, si dimette insieme al suo entourage che comprende Salah Abdallah Gosh, capo dei Servizi del vecchio regime e responsabile della repressione delle manifestazioni con decine di feriti e morti, nominando Abdel Fattah Abdelrahman Burhan l’ex capo di stato maggiore.

Burhan assume il potere e conferma la creazione di un governo militare provvisorio che entro due anni al massimo trasferirà i poteri ad un governo civile eletto, ma abolisce il coprifuoco e annulla tutti gli arresti fatti durante le manifestazioni di piazza.

Abdel Fattah Burhan ha 60 anni, non è iscritto a partiti politici, è l’unico generale non coinvolto nei crimini di guerra indagati dalla Corte penale internazionale dell’Aja per quanto successo in Darfur, è sceso in piazza per incontrare i manifestanti e dialogare e sta cercando di concordare la pace sociale nel Paese.

Conclusioni

Il popolo sta vincendo e il Sudan sta cercando di divenire un Paese democratico evoluto. Le manifestazioni pacifiche sono state inizialmente disperse dal regime, poi caduto, con morti e feriti ma, fortunatamente, non c’è stata una rivoluzione con migliaia di morti.

Il Sudan è un Paese importante nel continente Africa ma anche per la sua influenza in Medio Oriente e un Sudan democratico con un governo finalmente eletto dal popolo entro due anni è una bellissima prospettiva anche se oggi, cristianamente, piangiamo 20 forse 50 vite che non avrebbero dovuto essere spezzate da un regime ormai abbattuto.

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