Le spiagge ringraziano

Da domani primo gennaio 2019 l’Italia vieterà la produzione e la vendita dei famigerati cotton fioc con bastoncino in plastica che rappresentano circa un decimo dei fattori inquinanti per le spiagge.

Da domani potremo continuare ad utilizzare questi bastoncini ma dovranno essere totalmente biodegradabili e su ogni singola confezione dovranno essere chiaramente indicate le regole per un corretto smaltimento e il divieto assoluto di gettarli nel water operazione che conduce velocemente questi piccoli ma deleteri strumenti a danneggiare gravemente i depuratori fognanti.

Fra un anno esatto la stessa sorte, cioè il divieto di produzione e vendita, seguirà per le microsfere di plastica oggi utilizzate largamente dall’industria cosmetica in particolare per i prodotti per la pulizia della pelle.

La plastica non si degrada che in decine di migliaia di anni ma finisce nei mari e sulle spiagge ma sopratutto viene inghiottita, loro malgrado, da pesci e molluschi e, da questi, attraverso la catena alimentare nell’organismo umano. Ogni giorno di più assorbiamo con il sistema digestivo microplastica che non riusciamo ad espellere e rimane nell’intestino creando non pochi problemi funzionali.

Una nuova legge, pronta a gennaio per l’iter parlamentare,  prevede di anticipare sensibilmente, al 2020, le direttive Europee per la messa al bando della plastica monouso non biodegradabile. Sarà vietato produrre e vendere oggetti come piatti, posate, bicchieri, cannucce, contenitori, imballaggi e oggetti in plastica o polistirolo espanso. Nei casi estremi nei quali non esistono attualmente prodotti ecosostenibili alternativi, come ad esempio i pannolini igienici, questi potranno continuare ad essere commercializzati ma la loro confezione dovrà riportare chiaramente moniti circa la pericolosità ambientale e le norme per un corretto smaltimento.

Un’appendice importante della nuova legge prevede la modifica delle norme attuali che permetterà ai pescatori di portare in porto e smaltire quindi correttamente la plastica recuperata dalle reti o dagli altri sistemi di pesca: operazione attualmente vietata.

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