La burocrazia

La burocrazia è il sistema di funzionari e risorse impiegate nella gestione della collettività. La burocrazia deve essere razionale, efficace e imparziale tutelando gli interessi di ciascuno ma privilegiando il bene comune quando nascono conflitti. Ogni Stato e comunità di grandi dimensioni non può prescindere da regole giuste e condivise uguali per tutti e deve affidarsi ad un apparato burocratico.

Un docente ci ha segnalato un documento sconvolgente:  l’ufficio mortuario del Comune di MILANO utilizza un modulo prestampato per il trasferimento delle salme che richiede oltre al nome e cognome la FIRMA DEL DECEDUTO.

Un modulo ufficiale deve essere stato creato, poi stampato e quindi utilizzato in una catena che coinvolge molte persone: come si può pensare che una imbecillità tanto evidente passi inosservata e pretendere che il morto firmi supera ogni immaginazione.

Ma i funzionari pubblici non dovrebbero almeno saper leggere?

L’abominio della firma leggibile

La firma (dal latino firmus, immutabile) è un segno di conferma che l’autore appone a documenti o opere e la sua unicità è fondamentale.

La firma è quindi un segno unico che identifica chi l’appone in lettere, atti, contratti, accordi e opere ed è rilevante giuridicamente proprio per la sua unicità. Quindi quando viene richiesta una firma leggibile, cioè che permetta la chiara lettura del nome e del cognome la firma stessa deve trasformarsi e cessa di essere un segno univoco e personale. La richiesta di una firma leggibile è inaccettabile poiché la trasformazione della firma personale ne fa decadere l’utilità stessa come segno distintivo personale di un individuo compromessa dalla sua alterazione forzata, in pratica sarebbe come firmare in stampatello.

La firma deve rimanere unica e personale e la giurisprudenza conferma la validità della firma e della sigla personale quando chi la appone è identificabile fornendo validità anche alla croce dell’analfabeta. A volte si fà un utilizzo misto e documenti dattiloscritti vengono firmati per esteso in calce e siglati in ogni pagina per avere la certezza che non vengano modificate a posteriori le pagine non marcate con segni autografi.

La croce

Il verbale di un consiglio comunale di decenni fa redatto dal Segretario Comunale, che non è un dipendente Comunale ma del Ministero, riportava in calce: “Per il Sindaco analfabeta firma l’Assessore più anziano con il segno di croce” e sotto un’elegante crocetta autografa. L’Italia del dopoguerra si evolve anche per merito della televisione quando la RAI crea “Non è mai troppo tardi” che salva dall’analfabetismo quasi 2 milioni di persone e in quegli anni un Consiglio Comunale interamente composto da analfabeti poteva anche esistere ma che il Sindaco non sapesse neppure fare un segno di croce con la penna è francamente inaccettabile.

Un segno di croce è comunque una firma e dimostra la stupidità e illegittimità della richiesta di “firma leggibile”.

Certificati e scadenze

Una delle forche caudine della burocrazia sono i certificati: documenti che attestano ufficialmente qualcosa. Nei Paesi evoluti vengono distinti due casi: quelli di durata limitata e quelli perenni. Sono certificati perenni quelli che attestano condizioni immutabili mentre ad esempio ci si può sposare e divorziare oppure cambiare residenza, acquisire qualifiche e titoli ci sono certificati di durata illimitata poiché quanto attestano semplicemente non può più cambiare come la data di nascita o quella di morte.

Esistono burocrazie che invece prevedono termini (tre, sei mesi o altro) di validità per i certificati anagrafici che comprendono: nascita, cittadinanza, domicilio, stato di famiglia e morte. Questi burocrati dovrebbero spiegare come la data di nascita e quella di morte possano mutare. Evidentemente contemplano la risurrezione miracolosa (in grado di cambiare la data di morte) e la reincarnazione (che modifica nel tempo quella di nascita).

Chi fa pagare i certificati di nascita e morte o richiede bolli può far pensare che la scadenza sia una tassa celata per il Cittadino ma dove ora tali certificati sono gratuiti, come in Italia, non può essere così. In Italia il testo unico sull’amministrazione mantiene il termine di validità ma consente trascorsi sei mesi a chi lo presenta di estenderne l’ufficialità con una semplice auto-dichiarazione dell’interessato rendendo il certificato di nascita o di morte utilizzabile anche dopo sei mesi dal rilascio. Evidentemente il Cittadino si fa garante per lo Stato che quanto affermato dall’ufficio anagrafe è vero e che il soggetto continua, anche dopo sei mesi, a mantenere immutata la propria data di nascita. Un sotterfugio peggiore della norma che fa “scadere” la data di nascita o di morte come se queste potessero realmente modificarsi nel tempo.

C’è chi afferma che la burocrazia rende possibile l’impossibile ma per noi si tratta solo di imbecillità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.