Intelligenza e QI

Che cos’è l’intelligenza?

Probabilmente pochi ne sanno dare una definizione anche se, naturalmente, tutti la conoscono. Secondo l’enciclopedia Treccani è: il complesso di facoltà psichiche e mentali che consentono di pensare, comprendere o spiegare i fatti o le azioni, elaborare modelli astratti della realtà, intendere e farsi intendere dagli altri, giudicare, e adattarsi all’ambiente. Di tale definizione prenderemo solo il concetto principale tralasciando qualche errore non all’altezza della prestigiosa enciclopedia italiana: come le inutili duplicazioni (psichiche e mentali, fatti e azioni) e la congiunzione e inserita dopo una virgola.

La parte rilevante è nel concetto di adattamento. La razza umana sopravvive solo per la sua rilevante e connaturata capacità di adattamento. Oggi sappiamo che l’uomo di Neanderthal era fisicamente più forte, possedeva tecniche migliori per creare utensili e armi, era un cacciatore più abile ed era, in una parola sola, superiore. Eppure l’homo Sapiens è sopravvissuto alla catastrofe ambientale creata dall’eruzione del super vulcano sommerso nel golfo di Napoli mentre l’uomo di Neanderthal è scomparso. L’uomo Sapiens era realmente più intelligente e flessibile con migliori capacità di adattamento. Quindi la capacità di adattarsi, che ne comprende molte altre (analizzare e valutare le situazioni, comunicare e coordinarsi con altri, risalire alle cause ed elaborare soluzioni) è decisiva e probabilmente è quella che meglio rappresenta l’intelligenza stessa.

Conoscere e valutare l’intelligenza è importante

Tutti desiderano anche solo per curiosità valutarsi e molti sono i sistemi proposti, generalmente indicati come test QI o test del Quoziente d’Intelligenza. Un valore numerico non dice molto senza un sistema di raffronto o una scala di riferimento quindi si parla di Quoziente in modo da rapportare ogni dato ad una percentuale di riferimento su base statistica. In pratica il valore ottenuto può variare tra 0 e 100 e indica la posizione individuale rispetto a quella della popolazione. Ottenere 62 punti significa che il 62% delle persone possiede un intelligenza simile o inferiore alla nostra e che il 38% invece ci supera.

In sintesi abbiamo che:

  • 1 persona su 2 è poco più o poco meno intelligente rispetto alla media (46,4%)
  • 2 persone su 5 possiedono un intelligenza definita media (41,7%)
  • 1 persona su 12 si divide fra particolarmente intelligente o molto sotto la media (8,2%)
  • 1 persona su 20 possiede un intelligenza molto inferiore alla media (3,6%)
  • 1 persona su 1.000 possiede capacità geniali (0,1%)

Ma tutto questo viene definito in base a test che stimano essenzialmente le capacità logico-matematiche dei soggetti e questo rappresenta spesso un gravissimo limite insito nei test stessi. Persone di grande cultura e particolarmente versate nella logica di tipo matematico non sono in assoluto più intelligenti atteso che la capacità di adattarsi rimane fondamentale per l’uomo.

La mappa del QI è attendibile?

Questo quindi è il grande limite dei test QI che forniscono dati utili ma non di valore assoluto. Secondo gli studi di P. Rushton della canadese University of Western Ontario la capacità di adattamento è influenzata dalla necessità quindi le popolazioni che sono rimaste nel continente africano hanno avuto meno stimoli rispetto a quelle che sono emigrate in Europa e in Asia che hanno migliorato del 15% e del 21% le loro capacità di adattarsi ad ambienti ostili misurate dai QI. Se gli studi di Rushton fossero attendibili questo potrebbe significare che le condizioni ambientali sono fortemente stimolanti e che le popolazioni del continente Africa possiedono un potenziale margine di miglioramento molto superiore a quello degli altri popoli. Questo risultato potrebbe quindi essere considerato in linea con le previsioni di sviluppo economico che indicano il continente Africa come quello che diverrà predominante nel prossimo futuro.

Nel 2006 e nel 2014 Linch e Vanhagen hanno pubblicato il loro lavoro: Intelligence: a unifying costruct for the social sciences, che riporta la mappa del QI medio nel mondo con i valori più bassi in rosso e quelli migliori in blu. Anche questi dati confermerebbero come le zone climaticamente meno adatte alla vita avrebbero stimolato le capacità di adattamento delle popolazioni mentre nella fascia tropicale quelle più favorevoli avrebbero offerto meno stimoli.

Se queste considerazioni potessero essere considerate attendibili proprio le Nazioni e i Popoli della fascia tropicale avrebbero nei prossimi decenni le maggiori capacità di sviluppo.

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