Il prof. Luc Montagnier

Il prof. Luc Montagnier è, a buon diritto, il Presidente della fondazione mondiale per la ricerca e la prevenzione dell’AIDS  nella sua qualità di sccopritore del virus dell’HIV nel 1983.

Un medico, un biologo, un immunologo e un virologo di eccezionali capacità insignito del premio Nobel per la medicina nel 2008, Lasker, Prize, Principe delle Asturie per la ricerca scientifica, Cavaliere-Ufficiale-Commendatore e Grand’Ufficiale della Legion d’onore, Sigillo Università di Salerno e Scuola medica salernitana.

Il suo più grande successo rimane la scoperta dei virus HIV e HIV2 ma il prof. Montagnier ha evidenziato e dimostrato l’importanza fondamentale di un sistema immunitario efficiente per il contrasto alle malattie e come una alimentazione non consona possa rivelarsi un fattore determinante in grado di aumentare le possibilità di contagio. Attualmente è impegnato con il suo team di ricerca in studi approfonditi sulla memoria dell’acqua, sulle patologie oncologiche e sull’autismo.

Secondo il prof. Montagnier moltissime malattie croniche derivano da patologie virali e da cofattori batterici e sta cercando di trovare protocolli di cura alternativi più semplici ed efficaci. Ad esempio la possibilità di aggredire patologie virali agendo non direttamente contro il virus ma dedicandosi a debellare i cofattori batterici che ne espandono e rendono forte l’azione sarà di grande importanza. Anche la sua intuizione riguardo all’autismo che sia determinato da fattori virali si sta rivelando nell’80% dei casi trattati di grande efficacia e sta producendo risultati insperati.

Ma il problema più grosso il prof. Montagnier lo sta creando con i suoi studi sulla memoria dell’acqua. Le implicazioni della memoria dell’acqua sono enormi e soprattutto in contrasto con le posizioni “canoniche” attuali e per questo vengono osteggiate.

Non è certo facile contrastare le convinzioni di un premio Nobel e dello scopritore del ceppo virale più pericoloso del nostro tempo eppure molti ci provano e non sempre con animo puro ma spesso per proteggere lobby e interessi economici di parte.

In un suo famoso esperimento, anche documentato da riprese televisive e reso pubblico, il prof. Montagnier ha dimostrato l’esistenza della memoria dell’acqua cioè di un campo elettromagnetico associato ad essa che può assumere configurazioni specifiche diverse da quelle originarie e soprattutto trasmettere informazioni.

L’esperimento sull’acqua

L’esperimento reso pubblico del prof. Montagnier inizia a Parigi con la iperdiluizione di un ceppo virale HIV che viene di fatto eliminato completamente dall’acqua con diluizioni successive nel rapporto 1:10 sino al decimo passaggio che potrebbe lasciare tracce inferiori a 1 su 100 miliardi o statisticamente non lasciare assolutamente nulla.

N° D residuo
1 0,1
2 0,01
3 0,001
4 0,0001
5 0,00001
6 0,000001
7 0,0000001
8 0,00000001
9 0,000000001
10 0,0000000001

Una tale iperdiluizione lascia nelle provette solo acqua ma anche tracce elettromagnetiche come l’esperimento dimostrerà.

Le provette vengono testate a caso etichettate in modo casuale da persone diverse e testate senza sapere se provengono dall’iperdiluizione o contengono invece solo acqua.

Il primo risultato è che in alcune provette l’acqua rivela tracce elettromagnetiche non sue e che queste provette sono solo fra quelle iperdiluite.

La traccia elettromagnetica viene poi rilevata da un trasduttore un comune microfono molto sensibile e il rumore elettromagnetico captato dall’acqua viene trasformato in un comune file digitale wav e  trasmesso via mail in Italia ai laboratori dell’Università del Sannio a Benevento specializzati in biologia molecolare.

A Benevento il file wav  viene riprodotto per un ora attraverso un trasduttore a bobina connesso ad una provetta di acqua distillata e assolutamente pura poi inserito in un sistema PCR.

Polymerase Chain Reaction

La provetta contenente acqua tenuta per un ora a contatto con i segnali elettromagnetici inviati da Parigi viene inserita in un termociclatore che esegue la PCR o reazione a catena della polimerasi. Si tratta di una tecnica biologica di livello molecolare che consente di amplificare frammenti di DNA secondo la tecnica del prof. Mullis insignito per questo del premio Nobel per la Chimica nel 1983 e comunemente utilizzata per ampliare campioni e tracce di DNA. Il procedimento prevede la denaturazione cioè la scissione dell’elica del DNA, seguita dalla creazione di legami complementari e la loro successiva moltiplicazione in cicli ripetuti generalmente 30 volte si ottengono risultati eccellenti utilizzati principalmente in virologia e criminologia.

In pratica una traccia anche minima di DNA viene amplificata attraverso l’uso di catalizzatori ed elementi di base, i nucleotidi, per ottenere campioni maggiormente significativi.

Ma il sistema PCR è un amplificatore e non può creare DNA ma solo aumentare la quantità di DNA che deve essere già presente nel campione. Il problema diviene allora come è possibile per il PCR amplificare DNA senza una quantità biologica dalla quale partire?

L’esperimento come al solito riesce ma non sono stati trasferiti campioni biologici ma solo ed esclusivamente segnali elettromagnetici e informazioni attraverso l’acqua che ha agito come mezzo di trasferimento estremamente efficace.

La fisica dei quanti

La realtà che ci circonda è molto complessa e noi per cercare di comprenderla la semplifichiamo approssimando. La fisica di Newton descrive la realtà in modo approssimativo e questo è sufficiente nel mondo macroscopico e rende le nostre analisi semplici ed efficaci. Ma quando ci rivolgiamo alla microrealtà non possiamo più accettare queste approssimazioni e dobbiamo utilizzare a livello atomico e molecolare la fisica dei quanti.

La quantistica introduce il binomio massa e campo elettromagnetico e questo è esattamente quanto dimostra l’esperimento del prof. Montagnier: si può agire direttamente sulla massa chimicamente o biologicamente oppure sul campo elettromagnetico con i medesimi risultati. La capacità dell’acqua di memorizzare informazioni e soprattutto di trasferirle ad altri insiemi di acqua apre la strada a possibilità meravigliose compresa la medicina non invasiva, a distanza, ma mirata e di grande efficacia. Una medicina che non utilizza farmaci ma campi elettromagnetici quindi una medicina praticamente senza costi quindi per tutti. Di contro curare attraverso l’utilizzo di campi elettromagnetici e non attraverso la chimica significa quasi azzerare i costi delle cure sanitarie ma parallelamente azzerare i profitti (enormi) derivanti dalla farmacologia commerciale. La dimostrazione dell’esistenza della memoria dell’acqua non coinvolge solo l’omeopatia ma ha una ben più vasta portata e per questo si cerca di discreditare anche il prof. Montagnier nonostante i suoi successi e i suoi riconoscimenti dii livello planetario.

Il futuro

Se possiamo curarci attraverso i campi elettromagnetici quindi in definitiva emissioni di onde che possono essere generate da qualsiasi dispositivo elettronico dotato di trasduttori potremo curarci, in futuro, anche con il nostro smartphone  e, soprattutto, farlo praticamente gratis o comunque a costi irrisori rispetto ad oggi.

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