Il principio della biorisonanza

La biorisonanza è una branca della medicina di derivazione quantistica che si basa non sulla massa ma sulle energie degli organismi captate e indirizzate attraverso la risonanza biologica o biorisonanza.

Ogni cellula e tessuto possiede una propria specifica frequenza fisiologica che può essere rilevata come una normale radio riceve le trasmissioni nell’etere. Una comune radio ricevente è un sistema esclusivamente passivo in quanto si limita a “ricevere” i segnali trasmessi dalle stazioni. Un sistema trasmittente o ricetrasmittente è, al contrario, un sistema invasivo in quanto produce onde radio trasmettendole nell’etere.

La biorisonanza è quindi, innanzi tutto, un formidabile sistema diagnostico, che consente di ricevere i segnali degli organismi rendendoli rilevabili attraverso la risonanza di un diapason che entra in vibrazione quando, sintonizzato su una frequenza specifica, la rileva.

Si tratta di un sistema totalmente passivo e non invasivo tanto da poter essere utilizzato persino da operatori non sanitari.

In pratica l’organismo racconta come si sente e l’operatore senza utilizzare aghi, elettrodi, farmaci, agenti di contrasto, radiazioni o altri mezzi invasivi ascolta e prende nota.

Un sistema basato su antenne che, continuando con il parallelo radiofonico, si sintonizzano sulle trasmissioni dell’organismo. Ogni “stazione radiofonica” può generare un segnale chiaro e corretto oppure uno disturbato e alterato fornendo indicazioni sullo stato dello specifico organo. Tutto questo viene eseguito a distanza e senza contatto, in Wi-Fi come siamo abituati a dire nell’era di internet. Si tratta di una possibilità eccezionale sotto il profilo diagnostico perché ci consente di operare senza nessun contatto e quindi anche su neonati, pazienti in coma o dotati di handycap psico-fisici importanti. Oltretutto il linguaggio delle onde e delle vibrazioni supera ogni barriera comprese quelle linguistiche e culturali, altro aspetto oggi da non sottovalutare.

L’invasività della biorisonanza diagnostica è semplicemente zero, addirittura inferiore a quella del semplice stetoscopio che necessita di appoggiare la membrana direttamente sulla pelle trasmettendo quella sgradevole sensazione di freddo che tutti abbiamo conosciuto.

L’assoluta non invasività significa che gli esami possono essere ripetuti all’infinito al contrario delle indagini radiologiche, degli esami che prevedono prelievi.

Si tratta di esami che agiscono su un “campione indisturbato” cioè non influenzato dagli stessi sistemi di misura. Se immergiamo in una soluzione un termometro la temperatura del termometro stesso influenzerà la misura e noi misuriamo in effetti la temperatura del sistema costituito dalla soluzione e dal termometro in essa immerso. Ma con un termometro ottico rileviamo con esattezza assoluta la temperatura della sola soluzione non influenzata da altro neppure da termometro che agisce a distanza anche se minima e senza contatto.

Una diagnostica non invasiva può essere utilizzata anche su soggetti non convenzionali come ad esempio gli animali rilevando a distanza eventuali problemi e senza la necessità di sedarli o renderli incoscienti come normalmente viene fatto.

La diagnostica senza contatto elimina le perturbazioni farmacologiche indotte dalla sedazione che possono alterare i risultati come il termometro freddo immerso in una soluzione tiepida.

La biorisonanza è quindi di grande utilità anche in campo veterinario.

Quella con la biorisonanza è una diagnostica che non ha bisogno di un paziente collaborativo e può essere applicata anche ad organismi vegetali.

La diagnostica attraverso la biorisonanza è una diagnostica oggettiva cioè totalmente svincolata dall’operatore. Questo significa che non è soggetta ad interpretazioni ma possiede valore assoluto e l’operatore può essere anche un soggetto privo di esperienza specifica sanitaria. L’operatore non deve neppure toccare il soggetto in esame e ottiene dei dati certi che non hanno necessità di essere interpretati o manipolati.

Al contrario ogni esame diagnostico radiografico o ecografico richiede grande esperienza e preparazione specifica preliminare che divengono infinitamente maggiori nell’interpretazione dei risultati. La difficoltà di queste indagini richiedono specifiche conoscenze, diverse da quelle mediche generiche e questi esami vengono, correttamente, demandati a specialisti la cui perizia nell’esecuzione e nell’interpretazione determinano la qualità e l’attendibilità dei risultati.

Un esame diagnostico di biorisonanza, invece, può essere eseguito da chiunque conosca il funzionamento corretto del sistema e i suoi protocolli specifici. Non serve un medico, un fisico o un ingegnere e i risultati della biorisonanza sono assolutamente oggettivi perché non necessitano di alcuna interpretazione.

Tutte le patologie degli organismi dei quali conosciamo già le frequenze caratteristiche vengono individuate con precisione assoluta senza interpretazioni o valutazioni soggettive. Con la biorisonanza non dobbiamo interpretare lastre o ecografie e neppure valutare colture o variazioni di colore di reagenti chimici ma solo osservare se il “diapason” vibra o non vibra!

Questa possibilità non vincolata all’esperienza e alla cultura specifica ma esclusivamente alla conoscenza di apparecchiature e protocolli è del tutto simile a quella richiesta nel campo dei defibrillatori. Un defibrillatore manuale può, giustamente, essere utilizzato esclusivamente da un medico con esperienza specifica perché solo un bravo cardiologo può effettivamente determinare l’intensità e la durata degli impulsi elettrici da fornire al soggetto in sofferenza cardiaca acuta. Tuttavia oggi abbiamo realizzato defibrillatori semiautomatici in grado di essere utilizzati da chiunque perché il computer e il software contenuto nell’apparecchio sono in grado di rilevare i parametri vitali del soggetto, di valutarli con esattezza e determinare i parametri elettrici della scarica informando “l’operatore” su cosa deve fare attraverso indicazioni visive ed acustiche. L’operatore può quindi essere qualsiasi persona che sia stata addestrata all’uso del defibrillatore semiautomatico e che conosca dove e come applicare gli elettrodi e quali pulsanti premere dopo aver adottato le precauzioni specifiche richieste come non toccare il soggetto durante la diagnostica e la scarica e verificare che tutto venga fatto in adeguata sicurezza (assenza di acqua o altri elementi conduttori).

Come nel caso del defibrillatore l’operatore di biorisonanza non deve quindi essere un sanitario e a differenza del defibrillatore il sistema di diagnostica biorisonante non è invasivo e non necessita di precauzioni specifiche da adottare per la sicurezza. I dispositivi Rayonex per la biorisonanza sono alimentati a batteria e

Un check up eseguito con un sistema di biorisonanza è immediato, veloce, accurato e non necessita di interpretazione rivelandosi un sistema oggettivo assolutamente non invasivo che non produce effetti collaterali di alcun tipo e di grande affidabilità.

Diagnosi è in medicina la determinazione delle cause di una malattia eseguita da un medico in base alla valutazione dei sintomi oppure un giudizio analitico della gravità del disturbo. La diagnosi è quindi una valutazione professionale soggettiva che può essere eseguita solo ed esclusivamente da un medico competente al quale nessuno può sostituirsi.

La biorisonanza non esegue diagnosi ma rileva, in modo assolutamente oggettivo e incontrovertibile, i problemi degli organismi. Il sistema diagnostico basato sulla biorisonanza è in grado di rilevare se un organo è sano o malato, se un patogeno è presente o no, ma non fa valutazioni soggettive e non esegue diagnosi! Si tratta quindi di uno strumento di eccezionale importanza a disposizione della medicina e dei medici che possono con estrema sicurezza determinare cosa funziona e cosa non funziona in un organismo.

I sistemi diagnostici basati sulla biorisonanza sono in grado di rilevare anche la presenza di patogeni, virus, batteri, funghi, veleni, metalli pesanti e molte altre sostanze nocive. Ad esempio se la biorisonanza rivela la presenza di un virus influenzale nell’organismo, anche in questo caso non si tratta di diagnosi, il soggetto potrebbe essere un portatore sano oppure potrebbe aver contratto l’influenza o essere in procinto di farlo. In questi casi sarà il suo medico che valuterà come intervenire ma rilevare il virus dell’influenza sarà una prevenzione efficacissima per evitare malattie e contagio.

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