I sistemi operativi più utilizzati

I dati di utilizzo dei sistemi operativi

Sono molto variabili in relazione alla tipologia con la quale vengono censiti. Normalmente vengono utilizzati i dati della navigazione online perché siti e motori di ricerca sono in grado di valutare il browser e il sistema operativo utilizzati dal terminale per la connessione.

Sono sempre dati parziali però, in quanto vengono filtrati ad esempio si includono o escludono i terminali mobili (smartphone e tablet) e in ogni caso vengono rilevati soli i client e non i server.

Linux imperatore dei server

I server da qualche anno sono irrimediabilmente passati a Linux ma il sistema operativo dei server non viene mai valutato in queste statistiche che vedono quindi una enorme sottostima del reale utilizzo di Linux perché si tratta di server privati e pubblici. L’Unione Europea, anche per ragioni strategiche, è da tempo passata a Linux per non essere ostaggio di un sistema operativo commerciale e proprietario USA in favore, giustamente, di un sistema Open Source che non include zone d’ombra e codici nascosti.

Android imperatore assoluto

Da due anni Android ha superato in assoluto WIndows perché il sistema operativo sviluppato da Google, a tutti gli effetti una distribuzione Linux, è divenuto lo standard assoluto per la telefonia mobile e la connettività mobile ha superato quella fissa. Nel 2017 la mobilità e Android hanno superato i client fissi e la navigazione ADSL.

Statistiche dei soli client nel mondo:

  • Linux compreso Android 40 %
  • Sistemi Windows 37%
  • iOS 13%
  • OSX 5%

Statistiche dei soli client in Italia:

  • Sistemi Windows 49%
  • Linux compreso Android 28 %
  • iOS 12%
  • OSX 10%

La situazione in Italia risente dell’analfabetismo informatico ancora troppo diffuso ma anche delle tariffe esose dei gestori telefonici che hanno mantenuto alti i prezzi con veri e propri accordi di cartello illegittimi e contrari alle norme antitrust. Da pochi mesi la situazione sta cambiando radicalmente con le offerte Iliad che in Francia propone da tempo la flat internet ma che in Italia è arrivata con decine di Gigabit/mese, minuti e sms illimitati a costi irrisori per sempre che includono servizi basilari come la segreteria totalmente gratuita e il blocco delle estensioni e dei servizi aggiuntivi truffa. Nei prossimi mesi la situazione anche in Italia si evolverà verso quella mondiale. Ma resta il fatto che solo in Italia la telefonia mobile è considerata ancora un lusso, le persone poco attente ai costi e pigre nel cambiare in meglio oltre a farsi affascinare da stereotipi e status symbol indotti dalla pubblicità.

I dati sorprendenti relativi a Windows in Italia attestano una nazione con insufficienti conoscenze informatiche, poco attenta alla sicurezza e dedita soprattutto ai giochi con il computer.

Anche la velocità di connessione è sempre insufficiente, tranne nei pochissimi quartieri metropolitani raggiunti dalla fibra ottica. Due terzi delle aziende sono irrimediabilmente carenti nella digitalizzazione e solo il 3% dei laureati possiede conoscenze informatiche evolute.

Una recente indagine della ricerca scientifica UniSanPaolo ha messo in evidenza come solo il 2 x mille delle persone sono in grado di utilizzare efficacemente persino la posta elettronica, oggi divenuta standard nella comunicazione.

I dati ISTAT e quelli europei pongono l’Italia all’ultimo posto per digitalizzazione e informatizzazione. In casa e nei luoghi di lavoro internet e le sue eccezionali possibilità non vengono utilizzate affatto o solo marginalmente. L’Italia è ultima per laureati nella fascia 30/34 anni addirittura più che doppiata dai primi in classifica che raggiungono il 50% contro il 23% italiano. Purtroppo il livello d’istruzione negli adulti è troppo basso: il 41% dei quali possiede un livello pari alla scuola media rispetto ad una media Europea del 24%. I dati delle conoscenze informatiche sonno poi ancora peggiori e più tristi e si può quindi parlare di analfabetismo informatico gravissimo e diffuso.

In questo clima non deve quindi stupire la diffusione degli obsoleti sistemi Windows in vantaggio solo nel settore dei giochi. Tutti i ragazzi e i giovani in Italia sono grandi esperti di videogiochi, social media e chat ma quando è richiesto un utilizzo creativo o evoluto dei sistemi informatici la situazione è devastante con troppi di loro che non sanno utilizzare decentemente email, fogli elettronici, programmi di grafica ed elaboratori di testo. Nella popolazione adulta e anziana poi, questa non-cultura è ancora peggiore.

Non è più possibile accettare la non-cultura informatica come dopo 11 anni non si può più parlare di crisi economica ma di povertà di idee, prospettive e cultura necessaria di base.

Solo le idee e la cultura evoluta possono migliorare la condizione personale e l’informatica (e la digitalizzazione) può essere di grande aiuto a coloro che ne conoscono le basi e la utilizzano efficacemente.

L’ignoranza persino dei semplici meccanismi di posta elettronica ha condotto un precedente governo ad introdurre la PEC. Ma la posta elettronica certificata è una mostruosità esclusivamente italiana che serve solo a certificare la non conoscenza diffusa ad ogni livello della posta elettronica ordinaria e dei suoi meccanismi che già costituiscono una posta elettronica certificata senza le complicazioni inutili della PEC che tra l’altro deve essere posseduta sia dal mittente che dal destinatario. Il governo italiano avrebbe investito meglio i soldi dei Cittadini in una campagna capillare per spiegare l’uso evoluto delle email invece di produrre questa deformità inutile della PEC.

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