I Comandamenti originali

I Dieci Comandamenti sono quelli consegnati dal Padre Celeste a Mosè sul monte Sinai. I Dieci Comandamenti rappresentano la legge divina che tutti devono rispettare e chiunque avrà osservato tutta la legge ma avrà fallito su un solo punto è colpevole.

La Sacra Bibbia è stata data dal Padre Celeste agli Ebrei, a loro si rivolge come suo popolo ed è scritta in ebraico. La traduzione fedele della Bibbia (Esodo 20.2-17) riporta i Dieci Comandamenti nella loro versione originale non modificata:

  1. Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù. Non avere altri dèi oltre a me.
  2. Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
  3. Non pronunciare il nome del Signore, Dio tuo, invano; perché il Signore non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano.
  4. Ricordati del giorno del riposo per santificarlo. Lavora sei giorni e fà tutto il tuo lavoro, ma il settimo è giorno di riposo, consacrato al Signore Dio tuo.
  5. Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra che il Signore, il tuo Dio, ti dà.
  6. Non uccidere.
  7. Non commettere adulterio.
  8. Non rubare.
  9. Non attestare il falso contro il tuo prossimo.
  10. Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna del tuo prossimo.

Il Vaticano, cioè la Chiesa Cattolica Romana, ha cancellato da secoli il secondo comandamento e diviso in due parti il decimo per ristabilirne il numero complessivo corretto. Queste interpretazioni arbitrarie sono ingiustificabili come molte altre quali il celibato (mai esistito nelle Sacre Scritture), il primato universale del Papa (venerabile Primate esclusivamente della sua Chiesa Romana), la definizione del purgatorio come luogo (abiurato da Papa Benedetto XVI° qualche anno fa), ecc.

Il Catechismo vaticano riporta infatti:

  1. Io sono il Signore Dio tuo, Non avrai altro Dio fuori di me.
  2. Non nominare il nome di Dio invano.
  3. Ricordati di santificare le feste.
  4. Onora il padre e la madre.
  5. Non uccidere.
  6. Non commettere atti impuri.
  7. Non rubare.
  8. Non dire falsa testimonianza.
  9. Non desiderare la donna d’altri.
  10. Non desiderare la roba d’altri.

Il raffronto

  1. abbreviato ma nella sostanza invariato
  2. è abolito e sostituito dal successivo perché vietando l’idolatria quindi condannando l’adorazione (non li servire) e la venerazione (non ti prostrerai davanti a loro) cesserebbe la produzione di statue e immagini e soprattutto il mercimonio associato. Le icone del Cristianesimo ortodosso rappresentano solo immagini esplicative di concetti e figure che vengono “scritte e lette” ma mai adorate 
  3. sostituito dal successivo che viene sostanzialmente trasformato per onorare tutte le feste piuttosto che il riposo settimanale del settimo giorno
  4. sostituito dal successivo che viene decurtato di una parte fondamentale: è scritto che onorare i genitori prolunga l’esistenza terrena che Dio ci dona indicandoci come ottenere una vita più lunga e felice nel rispetto degli altri
  5. sostituito dal successivo
  6. sostituito dal successivo trasformato da “non commettere adulterio” in “non commettere atti impuri” concetto completamente diverso dal comandamento originale che evita un palese e ingiustificato conflitto con le modifiche successive 
  7. sostituito dal successivo
  8. sostituito dal successivo
  9. trasformato in “non desiderare la donna d’altri” concetto contenuto nel decimo comandamento originale che viene diviso in due parti per evitare che i Dieci Comandamenti divengano 9
  10. ridotto in “non desiderare la roba d’altri” per i motivi già esposti

Le differenze

sono evidenti e non di forma ma sostanziali.  Il secondo comandamento vieta esplicitamente il mercimonio di statue e immagini e viene eliminato, il riposo settimanale si trasforma in tutte le feste, si tace l’importanza dei genitori per non oscurare il ruolo centrale del clero, viene introdotto il divieto relativo agli atti impuri estendendo quello originale rivolto solo all’adulterio e il decimo comandamento viene diviso in due per far quadrare i conti. Quei conti (economici) che, certo non in senso lato, ispirano tutte le modifiche in modo da stabilire che la salvezza e la vita eterna passano solo attraverso l’intercessione della chiesa romana con evidenti ritorni economici per il clero.

Il Deuteronomio

è il quinto libro  della Sacra Bibbia cristiana (e della Torah ebraica) che al quarto capitolo dice:

“Ora dunque, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, perché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso del paese che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi. Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla; ma osserverete i comandi del Signore Dio vostro che io vi prescrivo. Le osserverete dunque e le metterete in pratica perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza …”

Secondo la Bibbia Dio ci avverte di non aggiungere ne togliere nulla ai Comandamenti e alla sua Parola e chi lo farà sarà gettato nello stagno ardente di fuoco e di zolfo all’inferno secondo l’Apocalisse (21.8 e 22.15).

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