Gli estintori sono utili?

In alcuni Paesi si associano gli estintori agli incendi come un fatto normale. Ma gli estintori sono veramente il sistema più pratico ed efficace per domare gli incendi?

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Gli incendi possono essere domati, cioè contenuti, solo dai pompieri. Solo i pompieri dispongono dei mezzi per limitare gli incendi e impedire che si diffondano perché l’incendio non può essere spento ma solo confinato e aiutato ad estinguersi.

Ogni incendio nasce, però, da un focolaio che può essere spento facilmente nei primi minuti da chiunque disponga delle conoscenze e dei mezzi idonei.

Le fasi di ogni incendio

  1. accensione calore combustibile e comburente in combinazione accendono il focolaio
  2. propagazione il calore aumenta e coinvolge le masse combustibili limitrofe con emissione di fumi
  3. generalizzazione brusco innalzamento della temperatura (flash over) che impegna, per autocombustione, ogni sostanza presente
  4. estinzione per esaurimento del comburente o del combustibile

Nella prima fase (accensione) tutti possono intervenire efficacemente e spegnere l’incendio.

Nella seconda fase (propagazione) è ancora possibile per operatori addestrati e dotati di mezzi adeguati intervenire.

Dalla terza fase (generalizzazione) la temperatura supera i 900° C e si può solo confinare l’incendio aiutandolo ad autoestinguersi più rapidamente.

La prima fase è fondamentale e un intervento deciso e rapido può salvare dalla distruzione intere strutture.

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Come intervenire?

Gli incendi dolosi sono criminalmente premeditati, gli altri derivano sempre da irresponsabile disattenzione o leggerezza o ignoranza delle conseguenze.

Il fuoco necessita della combinazione di tre elementi: il comburente costituito dall’ossigeno sempre presente nell’aria (21%), il combustibile cioè la sostanza solida/liquida/gassosa in grado di bruciare e il calore cioè l’innesco.

In casa la cucina e il garage sono ambienti con molte sostanze combustibili (oli, grassi, carburanti, ecc.) e negli uffici è sempre rilevante la presenza di carta e plastica ma in generale ogni ambiente è potenzialmente pericoloso per la diffusione dei sistemi elettrici ed elettronici.

La prima regola per tutti è essere consapevoli che ogni apparecchiatura elettrica è potenzialmente pericolosa se non utilizzata in modo corretto. Questo non significa che dobbiamo abbandonare la tecnologia e le comodità che da essa derivano ma solo che si devono seguire regole di base adeguate. È fondamentale evitare cortocircuiti e archi elettrici controllando cavi, spine e prese; evitare adattatori e connessioni precarie (che frequentemente divengono permanenti); verificare la potenza degli apparecchi per non sovraccaricare l’impianto elettrico in zone specifiche; non lasciare cavi elettrici non protetti in zone di passaggio; spegnere le apparecchiature non utilizzate; staccare dalla rete le apparecchiature potenzialmente pericolose in nostra assenza (stufe, elementi radianti, ecc.).

Particolarmente pericolose sono le comuni stufette elettriche a resistenza perché assorbono molta energia e possono danneggiare cavi e prese inadeguate, dispongono di resistenze elettriche scoperte che raggiungono temperature elevate e sono spesso sottovalutate in quanto oggetti comuni. Una piccola stufetta elettrica, lasciata accesa da un operaio a fine turno, ha distrutto lo storico teatro di Venezia.

I principali sistemi antincendio sono:

  • Idranti

  • Naspi

  • Estintori

  • Coperte ignifughe

Gli idranti

Possono essere utilizzati solo da personale specificatamente preparato altrimenti possono produrre lesioni anche importanti agli operatori comprese fratture ossee.

I naspi

Possono essere utilizzati da tutti. Sono simili ad un tubo da innaffiamento ed erogano acqua. I tipi migliori sono dotati di una bocchetta che polverizza l’acqua creando uno scudo per l’operatore che lo difende un pò dal calore eccessivo. Non ostruiscono la visione. Non devono mai essere utilizzati su apparecchi e quadri elettrici in quanto l’acqua è conduttrice e pone l’operatore a rischio di folgorazioni.

Gli estintori

Gli estintori sono i più conosciuti e diffusi ma non sono così semplici da utilizzare come generalmente si crede, hanno limiti specifici in relazione al tipo di incendio (classe) e la loro azione dura pochi secondi. In Italia, purtroppo, sono diffusi i tipi peggiori a polvere e a CO2.

Gli estintori a polvere

Emettono una polvere estinguente molto sottile propulsa da un getto di azoto ad alta pressione. Sono pesanti e poco efficaci anche per le classi più comuni A (solidi) B (liquidi) C (gas) e sono inutili o addirittura dannosi per la classe D (metalli) e F (materiali da cottura). Anche un comune cestino per la carta che brucia può essere difficile da estinguere. La polvere che emettono in grande quantità distrugge irreparabilmente ogni oggetto, crea danni biologici importanti (il getto non può essere diretto su persone), in locali chiusi crea rapidamente nuvole che impediscono la visione e irritano e danneggiano le vie respiratorie. La polvere è corrosiva e molto difficile da pulire: gli ambienti chiusi richiedono giorni per essere ripuliti e apparecchi elettrici ed elettronici divengono inutilizzabili.

Gli estintori a CO2

Emettono un getto di anidride carbonica ad altissima pressione (80 bar). Sono ancora più pesanti e il gas viene espulso a – 80° C: questo significa ustioni da freddo per la pelle e shock termico per le apparecchiature elettroniche che divengono inservibili. Anche toccare il tubo di rilascio con la pelle provoca danni organici e vanno utilizzati con estrema cautela e tenuti esclusivamente nei punti previsti. Il gas a temperatura così bassa può frantumare lastre vetrate (porte, finestre, monitor, TV, stoviglie, ecc.)  con proiezione di schegge pericolose. L’erogazione non può essere modulata perché limitare la quantità di gas erogato può creare ostruzioni ghiacciate nel tubo e la maniglia deve essere sempre premuta a fondo.

Gli estintori a schiuma

Emettono un getto di acqua e schiuma estinguente. Sono i tipi più diffusi ma quasi sconosciuti in Italia. Consentono di intervenire efficacemente su incendi comuni A, B e C e hanno un autonomia di 25/30 secondi, più che doppia rispetto agli altri tipi. Non oscurano la vista e non emettono sostanze pericolose ma anche questi non vanno utilizzati su apparecchi e quadri elettrici. Alimentano la combustione dei metalli (classe D: magnesio, manganese, alluminio in polvere, sodio, potassio, litio) invece di estinguerla. I metalli bruciano a temperature così elevate da scomporre istantaneamente l’acqua in ossigeno (comburente) e in idrogeno (combustibile) gassosi e l’acqua non deve mai essere utilizzata in questi casi.

Gli estintori non devono essere utilizzati negli incendi in cucina perché il getto proietta sostanze grasse infiammabili o ardenti peggiorando la situazione.

Le coperte ignifughe

Sono teli di materiale pesante e ignifugo, generalmente fibra di vetro dopo la messa al bando dell’amianto. Sono disposti in  contenitori da fissare alla parete. Due nastri (da afferrare con entrambe le mani) ne permettono l’estrazione rapida. La coperta ignifuga si dispiega intuitivamente allargando le braccia. Si tratta di un sistema antincendio semplice e molto efficace per ogni tipo di incendio, utilizzabile anche da persone non specificatamente preparate. Dopo il dispiegamento la coperta ignifuga viene tenuta di fronte ed utilizzata come uno scudo per il calore e questo permette di avvicinarsi rendendo la propria azione estremamente efficace. Un utile accorgimento consiste nel tenere le mani all’interno dei lembi piegati in modo da proteggerle. È meglio avvicinarsi al focolaio con calma, evitando di creare vortici e movimenti d’aria che potrebbero ventilare le fiamme alimentandole. Le coperte ignifughe migliori sono di piccole dimensioni (circa 1 metro x 1 metro) perché non sono pesanti e possono essere utilizzate anche da persone anziane o ragazzi. Sono i mezzi più efficaci in assoluto per estinguere i focolai nelle fasi di accensione e propagazione. Come gli estintori divengono inefficaci dopo la generalizzazione dell’incendio (oltre i 900° C) ma, al contrario degli estintori possono essere ancora utilizzate per la propria protezione anche quando il fuoco è divenuto incontrollabile. Le coperte ignifughe sono il sistema più efficace per spegnere incendi ai vestiti: l’operatore avvolge il soggetto nella coperta ignifuga e soffoca le fiamme senza danni alla persona. Questa operazione può essere fatta anche su se stessi avvolgendosi strettamente nella coperta ignifuga e rotolandosi a terra per un’azione ancora più efficace. Le coperte ignifughe sono utilizzabili anche su fuochi di classe D (metalli) ed F (sostanze grasse e di cottura), non limitano la visibilità e non danneggiano nulla. La coperte in fibra sono isolanti e quindi possono essere utilizzate anche su apparecchiature e quadri elettrici senza rischi di folgorazione per l’operatore. Le coperte ignifughe possono essere efficacemente utilizzate anche da coppie di operatori purché agiscano in sincronia.

Le coperte ignifughe rappresentano il sistema antincendio in assoluto più semplice ed efficace per il primo intervento.

Le coperte termiche non sono soggette a revisione periodica e dopo l’uso possono addirittura essere riutilizzate quando non risultano danneggiate. Una coperta ignifuga si raffredda in circa 30 minuti, anche se prudenzialmente è meglio attendere un’ora prima di manipolarla. Dopo ogni uso è necessario verificarne attentamente l’integrità affidando questo compito ad un tecnico esperto. Se non ha subito danni (strappi, lacerazioni, fori, ecc.) la coperta ignifuga può essere riutilizzata, piegandola e riponendola nuovamente nel suo contenitore originale, avendo cura di lasciare nella corretta posizione i nastri di dispiegamento.

 

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