Georgie musical

Georgie è un musical speciale per molti aspetti ma soprattutto perché si rivela un musical originale che non segue gli schemi tradizionali di quelli USA.

Il soggetto di Georgie riprende la novella dell’autore giapponese Mann Izawa  che con il titolo di Lady Georgie è stato diffuso come cartone animato in 45 episodi è stato diffuso nei circuiti televisivi italiani a partire dal 1983.

Georgie è una storia ricca di colpi di scena che si susseguono senza soluzione di continuità mutando il corso degli eventi e le interazioni fra i personaggi senza pause.

La protagonista è una bambina che neonata viene portata in Australia dalla mamma per riabbracciare il padre e marito inglese, ingiustamente, condannato all’esilio nella durissima Australia.

Un ricongiungimento familiare tragico e incompleto. Mentre del padre non si sa più nulla la mamma viene colpita a morte e affida la figlia e uno strano bracciale ad un colono australiano che casualmente la trova nel bush insieme ai suoi figli.

Alla piccola Georgie non viene svelato il mistero della sua origine e cresce nella sua nuova famiglia con l’affetto del padre e due suoi “fratelli” Abel e Arthur.

Divenuta una giovane donna e perso il papà Georgie scoprirà drammaticamente la verità e inizierà un percorso lunghissimo che la porterà a Londra vivendo continue avventure che alternano aneliti di speranza a vere tragedie.

Il palcoscenico è quello del XIX secolo, che rivela un’Inghilterra potente ma anche dilaniata dalle meschinità di un potere troppo affidato all’aristocrazia in gran parte dissoluta e corrotta.

Il musical si distacca per molti versi dall’impianto originale e ne accentua anche i tratti tragici che già permeano naturalmente le fiabe e le storie giapponesi.

Claudio Crocetti ne ha curato l’adattamento teatrale e la produzione in  collaborazione con Marcello Sindici (regista e coreografo), Tiziano Barbafiera (musiche), Diego Ribechini (libretto), Elisabetta Tulli (revisione dei testi), Alenkia (scenografie), Veronica e Arianna Sartoria Teatrale (costumi) e Mino Caprio quale narratore d’eccezione.

Il musical ha debuttato nel 2016 e nel 2017  ha iniziato un tour in varie città italiane anche come parte del programma della “Festa del 90° di AVIS, Associazione Volontari Italiani Sangue” che lo ha sponsorizzato.

Georgie è un musical tutto da apprezzare per la creatività dimostrata in un periodo che vede piuttosto un susseguirsi di copie e repliche di lavori teatrali e cinematografici in un “copia e incolla” che rappresenta il lato più triste e deleterio della comunicazione del terzo millennio che al contrario deve essere alimentata da originalità e creatività.

Di Georgie ci è piaciuto tutto dalle musiche coinvolgenti al libretto che fa sempre seguire la storia anche a chi non la conosceva, alle scenografie innovativamente semplici come nel caso della prigione realizzata con sbarre di luce che imprimono nella mente dello spettatore l’idea delle sbarre della gabbia senza complicati fondali ne distogliere l’attenzione dai protagonisti.

Una regia accorta ed efficace quella di Marcello Sindici che ha curato anche le coreografie senza mai essere troppo invasivo sottolineando e caratterizzando l’intero musical con con rara maestria. Una nota di merito ai costumi che senza troppi orpelli caratterizzano i personaggi seguendoli nelle loro peripezie quasi senza mutare.  La ciliegina sulla torta è rappresentata indubbiamente da Mino Caprio, da anni nella Top dei doppiatori e direttori di doppiaggio italiani, offre anche doti speciali di presenza scenica mentre affascina con la sua meravigliosa e ben conosciuta voce all’inizio e alla fine dei due atti coinvolgendo direttamente lo spettatore alla moda del teatro elisabettiano inglese.

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