FILOSOFIA, MATEMATICA , INFORMATICA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE

La distanza che separa la filosofia e l’informatica è infinitamente e certamente meno grande di quanto noi possiamo arguire e questo lo si deduce dalle numerose pubblicazioni storiche in merito. Come suppone “The Atlantic” è proprio all’interno della nostra capacità umana di ragionamento che prende corpo quella folle logica capacità nell’ideare e far funzionare i computer.

Questa dote pare abbia un atavico dna basale ancorato nella filosofia della logica aristotelica. Molti sono gli studi comparativi e le ricerche pubblicate che sovvertono radicalmente la teoria che intende far partire la storia dell’informatica e quindi la nascita stessa della “concettualità informatica ” identificandola come la storia della nascita in successione, se pur logica, di oggetti e teorie di tipo scientifico-informatico” che hanno fatto nascere l’uso del computer e dei suoi derivati. Tale storia in realtà va vista in maniera differente, con una logica sequenziale storica diversa che partendo dall’evoluzione del pensiero umano e filosofico, ci dirige dritta e senza fermate al concetto della rivoluzione informatica tipica della nostra storia e che trova la maggiore applicazione negli ultimi anni.

Pensando con molta attenzione , c’è una razionalità di base che può essere definita il fulcro portante di questa evoluzione e che può essere identificata nella logica matematica, una disciplina che si accrebbe nel corso del XIX secolo grazie al pensiero florido di matematici e filosofi. Studi recenti affermano infatti che il linguaggio formale ideato dal filosofo tedesco Gottfried Wilhelm von Leibniz riuscì a “forgiare ed ispirare” filosofi illuminati come George Boole e Gottlob Frege, convinti fortemente dal carattere unico ed universale di tale codifica di ragionamento del pensiero umano posta in essere dal pensiero di von Leibniz. Il lavoro di questi due moderni pensatori costruì il substrato vitale e basale che trasformò ogni forma di pura astrazione matematica in vere e reali realizzazioni scientifiche utili per il sapere umano.

In questo contesto, grazie alle intuizioni di Boole in un primo momento, ma soprattutto grazie alle geniali illuminazioni di Claude Shannon subito dopo, la logica aristotelica per incanto riuscì a far nascere le espressioni algebriche attualmente fondamentali per il buon funzionamento dei circuiti elettronici .

Shannon geniale ingegnere statunitense, riconosciuto da tutti come il padre della teoria dell’informazione, con la pubblicazione dell’articolo “A Mathematical Theory of Communication” sul Bell System Technical Journal nel luglio e nell’ottobre del 1948 , comunicò praticamente al mondo intero che proprio la storia del mondo stesso sarebbe cambiata grazie alle sue innovative teorie. Infatti la dottrina dell’informazione per la quale “l’entropia di una sorgente di messaggi è l’informazione media contenuta in ogni messaggio emesso”, rivoluzionerà per sempre il nascituro mondo informatico e con esso ogni sistema di comunicazione ad esso legato.

Per esser precisi bisogna ricordare che un rilevante contributo all’informatica in realtà era arrivato qualche anno prima (verso la fine del 1800) da Frege, autore della “teoria del primo ordine” , tutt’ora insegnata nelle migliori facoltà di filosofia e di informatica del mondo e che, attualmente, rappresenta la struttura logica presente nel linguaggio.

Ma è la sintesi evolutiva ulteriore di queste teorie esposte che permise ad Alan Turing di creare il primo e vero “algoritmo”. Da esso, prese il via ciò che oggi noi tutti conosciamo con i nomi universali di hardware e software.

Nel tempo, l’informatica è esplosa come un vero e proprio big-bang, con una progressione esponenziale che oggi non conosce limiti, ma possiamo senza alcun dubbio affermare che la disciplina di base non si è mai distaccata dai principi della logica deduttiva matematico-filosofica iniziale.

Oggi, grazie allo sviluppo del “machine learning”, si stanno esplorando i principi della più complessa logica induttiva. Quando si riuscirà ad arrivare al perfetto mix tra queste due logiche, allora potremo affermare di aver plasmato realmente la vera e prima “nostra” intelligenza artificiale.

Alla fine del nostro excursus possiamo affermare che, a partire dalla fine dell’800, solo grazie a questa strada aperta da diverse comunità di scienziati , matematici e filosofi, l’apprendimento automatico o machine learning ha fatto saltare i vecchi prototipi di comprensione, facendo nascere i linguaggi d’apprendimento macchina.

Tutto ciò ha fatto da apripista alla possibilità concreta di realizzazione dell’intelligenza artificiale su cui siamo già a buon punto.

Solo grazie ai lavori di Boole e Frege sulle nuove teorie matematico- filosofiche e grazie alla genialità di Shannon, Turing mise a punto il primo calcolo algoritmico e da esso prese il via la statistica computazionale, i pattern di calcolo ed oggi, le reti neuro-sensoriali artificiali e molto molto altro.

Una rivoluzione paurosa e senza limiti, dettata dallo studio ed applicazione di schemi matematici-filosofici allo stesso modo di come, l’applicazione della matematica dei frattali, sta aprendo alla conoscenza dell’uomo, l’universo incredibile della fisica quantistica.

Un consiglio per tutti i giovani studenti anche per quelli non iscritti alla nostra Università,: studiate con passione tutto ciò che vi affascina, ogni aspetto lecito e positivo del mondo senza tralasciare mai lo studio delle applicazioni matematiche indipendentemente dalla forma nella quale si possono presentare contemporaneamente ad un serio e proficuo studio delle lingue tuffandovi talvolta fra i contorti ma sani ragionamenti filosofici.

In tal modo ogni cosa nel mondo e nell’universo sembrerà più vicina!

Preside Francesco Roccaro

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