Dieta smartphone

Cosè la Dieta smartphone?

Tutti utilizziamo il nostro telefono, un computer portatile multicore che ci semplifica la vita. Lo smartphone ci mette in contatto con il mondo, è una preziosa fonte di informazioni, mantiene i contatti sociali e ci rilassa negli inevitabili tempi morti quotidiani.

Ogni medaglia possiede un rovescio e utilizzarlo troppo crea effetti collaterali non trascurabili.

I tre ingegneri sull’auto che inesplicabilmente si è fermata dicono la loro in base alle proprie competenze: l’ingegnere meccanico suggerisce di controllare la trasmissione, l’ingegnere chimico la benzina e quello informatico invita a spegnere il motore, scendere, risalire e riavviarlo …

La storiella sottolinea come quando il computer si blocca sia necessario eseguire un reset cioè spegnerlo e riavviarlo. Questo accade anche con gli smartphone che ormai lasciamo sempre attivi e periodicamente hanno necessità di un reset completo.

Utilizziamo costantemente il multitasking e tante funzioni in un sistema operativo ridotto al minimo che si congela senza mai spegnersi veramente. Quando il nostro telefono diviene più lento spegnerlo e riavviarlo dopo 30″ è un toccasana.

Lo smartphone è un apparecchio che emette e-smog elettromagnetico sia direttamente con i propri circuiti che indirettamente attraverso il traffico in entrata e in uscita sia telefonico che dei dati e il WiFi. Queste emissioni possono essere interrotte, se non esistono esigenze specifiche, almeno durante le ore di sonno con grande beneficio per l’organismo e il sistema immunitario.

La notte

Durante il sonno lo smartphone deve essere quindi spento e allontanato da noi soprattutto se lasciato in carica perché anche il caricabatteria produce e-smog. Tenere lontano il telefono, possibilmente fuori dalla stanza da letto, è molto importante poiché spesso i cellulari in realtà non si spengono mai completamente se non quando la loro batteria viene fisicamente estratta. Ma estrarre la batteria non è mai agevole e nelle ultime generazioni viene di fatto impedito. In questi casi, se proprio non possiamo lasciarlo fuori della stanza dove dormiamo possiamo avvolgerlo in un pezzo di comunissima carta di alluminio da cucina, che funge da gabbbia di Faraday schermando e-smog e segnali.

Il giorno

Durante l’uso quotidiano cerchiamo di tenere lontano il cellulare dal corpo il più possibile quando non è in uso, dedichiamogli una tasca lontana dal cuore e senza altri oggetti metallici (possono amplificare l’e-smog e graffiarlo), non lo appoggiamo mai dove ci sediamo e utilizziamo un supporto per poterne vedere le informazioni senza tenerlo in mano.

Durante l’uso

Utilizziamo cuffie o meglio il vivavoce del telefono o esterno come quello dell’auto o un modello da scrivania che amplifica e migliora il suono permettendo anche conference-call con più persone. Il viva voce non possiede contatto fisico con il nostro corpo, le cuffie a cavo ne hanno uno minimo e quelle senza fili producono molto più elettrosmog anche se sono più comode e cool.  Il vivavoce quindi rimane la scelta più sicura e sono moltii i modelli di telefono dotati di un eccellente vivavoce in grado di rendersi utilissimi soprattutto a quanti fanno e ricevono molte chiamate. Le comunicazioni peggiori sono quelle lunghe e bisognerebbe limitare tempi di conversazione oltre qualche minuto quando si utilizza il telefono appoggiato all’orecchio.

La ricerca UniSanPaolo

L’Università sta sviluppando una cuffia totalmente priva di e-smog e delle matrici quantiche in grado di aumentare l’intensità del segnale diminuendo l’e-smog. Sono già disponibili sistemi che applicati a qualsiasi telefono cellulare migliorano la comunicazione e il segnale trasmesso-ricevuto in potenza e qualità eliminandone però le componenti negative (sporche) e convogliando i flussi lontano dal corpo per salvaguardare l’organismo in un sistema all-win.

I danni da uso eccessivo del telefono

Oltre all’e-smog l’eccessivo utilizzo del cellulare crea ulteriori problemi sia fisici che emotivi.

Quelli di ordine fisico sono legati alla postura che induce a chinare la testa affaticando il  rachide e il sistema muscolo scheletrico nei punti interessati: dal collo alla schiena passando per mani, dita e braccia. La luce prevalentemente blu dello schermo può provocare danni al sistema visivo.

Questi problemi possono essere ridotti evitando posture inadeguate come rimanere troppo chini sul display e utilizzando delle app (come Filtro Luce Blu) che regolano la temperatura di colore del display per proteggere gli occhi e non disturbare i cicli di sonno nelle ore serali e notturne (tipicamente 17 – 7).

Quelli psicologici sono disturbi più subdoli legati al cattivo o eccessivo utilizzo delle piattaforme social della rete che possono scatenare addirittura dipendenza e fobie con stati d’ansia importanti generati dalla paura di essere sconnessi dalla rete che induce ad un monitoraggio continuo, al confronto costante con altri che crea inadeguatezza e isolamento fisico, sino al crollo verticale delle normali interazioni umane sostituite dall’interfaccia dei social. Alcuni social, come Facebook ad esempio, favoriscono il bullismo e la prevaricazione indiscriminata degli altri con conseguenze disastrose.

Questi comportamenti devianti e pericolosi sono distribuiti in tutte le fasce di età e creano comportamenti aberrati.

Lo smartphone, proprio per il suo grande uso si sporca facilmente e diventa un sistema per veicolizzare agenti patogeni. Lavarsi correttamente le mani prima di mangiare e poi toccare il telefonino è un vero crimine sanitario contro noi stessi. Usare il telefono a tavola è poi un vero suicidio. Quando consumiamo un pasto anche se per pochi minuti, oltre a lavarci le mani dovremmo regalarci una pausa dallo stress e dalle preoccupazioni di ogni genere personali e di lavoro, in modo da consumare il cibo nel migliore dei modi favorendo la corretta digestione che diviene anche più rapida consentendoci di recuperare il tempo della pausa. Durante i pasti dovremo quindi sempre attivare la modalità aereo del telefono per evitare stress importanti all’organismo durante una fase così delicata. La digestione che inizia immediatamente richiama importanti flussi di sangue impoverendo momentaneamente anche l’ossigenazione cerebrale con un abbassamento del livello di attenzione che potrebbe condurre a decisioni errate.

Quindi se decidiamo di consumare un pasto prendiamoci una pausa isolando il telefono in modalità aereo oppure evitiamo di mangiare se attendiamo telefonate importanti ma durante i pasti manteniamo il telefono (e i suoi microbi) in tasca lontano dalla tavola.

Usiamo troppo il cellulare?

Probabilmente si e il problema è allo studio di Google che implementerà in Android un sistema di controllo dell’uso. Per ora possiamo utilizzare un’applicazione gratuita: Usage Time.

Si tratta di una app per razionalizzare l’utilizzo del telefono. Traccia il tempo totale di uso offrendone una sintesi dettagliata oltre al numero di attivazioni e notifiche. È in grado di limitare l’uso di applicazioni specifiche e può offrire un parental control per i figli.

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