Coloranti alimentari

I coloranti alimentari sono additivi che la normativi divide in due gruppi:

  1. gruppo conservanti e antiossidanti che prolungano la conservazione
  2. gruppo è destinato al miglioramento delle caratteristiche organolettiche e di presentazione del prodotto

Il limone ad esempio è collegato al colore giallo che però è limitato alla buccia mentre il succo possiede un colore molto tenue e quasi impalpabile quindi la limonata viene spesso aggiunto un colorante giallo.

I coloranti gialli sono definiti nell’Unine Europea con una sigla alfanumerica composta dalla lettera maiuscola E seguita da tre cifre da E100 a E107, ma nel tempo sono state aggiunte ulteriori classificazioni che dispongono anche di sottogruppi indicati dopo la parte numerica da 160 in su con una lettera minuscola.

Alcuni coloranti sono stati classificati ma, riconosciuti tossici, ne viene vietato l’utilizzo. A volte il divieto è generalizzato ma spesso il divieto d’uso si riferisce  solo a uno o ad un gruppo di Paesi nei quali sono stati riconosciuti essere nocivi.

Di seguito quindi elenchiamo i coloranti che non sono vietati al momento in nessuno Stato e dei quali non sono conosciuti effetti potenzialmente nocivi.

  • giallo E100, E101, E160(b,f), E161(a,c,d,e,f)
  • arancione E160a, E161g, E163(a,b,e,f)
  • rosso E120, E160d, E162, E181
  • blu E163, E163(c,d)
  • verde E140, E141, E142
  • marrone E150a
  • bianco E170

La lista dei coloranti più sicuri è molto breve.

Come interpretare queste indicazioni sui coloranti?

Molti coloranti sono di origine naturale ma a volte vengono sintetizzati chimicamente o con procedimenti industriali che lasciano residui pericolosi.

Utilizzare alimenti o bevande che contengono coloranti è, se possibile da evitare, in particolare se questi non sono elencati nella nostra tabella che significa che sono stati riconosciuti tossici e vietati in almeno un Paese oppure che si sospetta abbiano conseguenze per l’organismo indesiderate.

Il colorante marrone

Il colorante marrone viene utilizzato con una vasta gamma di alimenti fra i quali pane, biscotti, salse, gelati, zuppe oltre a bibite, birra e alcoolici.

Il colorante E150 viene prodotto con il caramello una trasformazione dello sciroppo di zucchero che avviene ad una specifica temperatura modificandone aspetto, colore e sapore. Il caramello quindi è composto esclusivamente da acqua e zucchero e non è assolutamente nocivo per l’organismo se non per chi soffre di iperglicemia o diabete.

Il problema risiede nella preparazione industriale del caramello che può essere semplice (E150a) oppure facilitata da reagenti chimici come il solfito caustico (E150b), l’ammoniaca (E150c) o il solfito ammoniacale (E150d).

Quindi il colorante E150 tipo a non crea alcun problema ma quelli tipo b,c,d possono contenere scorie di lavorazione tossiche per l’organismo. I sottotipi E150c e E150d che impiegano ammoniaca lasciano residui di metilimidazolo 4 che secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità è da classificarsi fra le sostanze potenzialmente cancerogene.

In conclusione è sempre bene verificare il contenuto degli alimenti e delle bevande per accertarci che non ci siano coloranti potenzialmente pericolosi dei quali è certamente bene non fare uso.

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