Biocard

UniSanPaolo è un Università, un centro di studi e ricerca scientifica, un Ente Ecclesiastico, una comunità Cristiana Cattolica Anglicana, un Ente di sostegno sociale e un focal point per la tutela degli uomini e delle donne senza discriminazioni laiche, religiose, etniche, razziali, geografiche, politiche, nazionali, economiche, ecc. Un Ateneo innovativo strutturato in modo federato che pone le persone al centro del proprio progetto teso al miglioramento della qualità della vita per tutti.

BIOCARD detossificanti

La BIOCARD è un sistema sperimentale prodotto dai laboratori scientifici UniSanPaolo che si occupano della ricerca nel campo della fisica quantistica.

La Biocard permette, attraverso il trasferimento di informazioni senza contatto, la disintossicazione di elementi organici e inorganici da:

  • metalli pesanti palladio, argento, cadmio, platino, oro, mercurio, piombo, ecc.

  • veleni utilizzati come conservanti, addensanti, lucidanti, esaltatori, ecc.

  • pesticidi e inquinanti come fungicidi, erbicidi, insetticidi, molluschicidi, vermicidi, topicidi, acaricidi, arsenico, ecc.

  • tossine ereditarie psorium, luesinum, tuberculinum, ecc.

  • tossine ambientali quali benzene, benzopirene, DDT, formaldeide, lindano, pentaclorofenolo (PCF), ftalati, bisfenoli policlorurati (PCB), tossine derivate dal tabacco o dal fumo, ecc.

  • patogeni batteri, virus, parassiti, funghi, muffe, micotossine, lieviti antinutritivi, ecc.

USO della BIOCARD

Utilizzare la BIOCARD è estremamente semplice perché è sufficiente avvicinarla per qualche decina di secondi alle sostanze da trattare con la banda magnetica rivolta verso di loro.

A tavola è sufficiente appoggiare la card sotto un bicchiere, una bottiglia o un piatto oppure porla di fianco rivolgendo la sezione scura della BIOCARD per qualche decina di secondi verso l’alimento. La BIOCARD non è pericolosa ne crea effetti collaterali di alcun tipo ma si limita a disintossicare le sostanze poste vicino dagli agenti pericolosi e nocivi che eventualmente sono presenti.

Le sostanze nocive vengono semplicemente disattivate dalle informazioni quantiche memorizzate nella BIOCARD che è una semplice matrice. La BIOCARD non ha quindi bisogno di toccare alimenti e bevande ma agisce in prossimità come un dispositivo bluetooth o Wi-Fi, ma a differenza di questi non possiede alimentazione, non utilizza batterie o altre fonti di energia quindi i suoi segnali sono debolissimi e può agire sono nelle immediate vicinanze.

Il raggio efficace della BIOCARD è di pochi centimetri e viene facilmente schermato da metalli e plastica mentre il vetro e i materiali vetrosi non schermano la sua azione benefica. Contrariamente a quanto potremmo pensare gli elementi più semplici sono quelli che meno disturbano l’azione positiva della BIOCARD. Ad esempio il vetro è eccellente ma non il cristallo che contiene anche piombo e lo stesso vale per la ceramica delle stoviglie che è ottimale se non decorata o impreziosita da smalti e altro.

La BIOCARD non emette radiazioni ma si limita a trasferire informazioni specifiche secondo i principi della fisica quantistica e solo a sostanze organiche o inorganiche in grado di riceverle.

La BIOCARD non deve toccare gli alimenti e va utilizzata per disintossicare liquidi in bicchieri e bottiglie o cibi ponendola ad esempio al di sotto di un piatto ma questo perché essendo un oggetto manipolabile può essere un veicolo contaminante come il telefono cellulare o i soldi che costituiscono elementi contaminanti estremamente pericolosi. Per inciso l’abitudine di utilizzare il telefono durante i pasti è pericolosissima perché maneggiandolo si possono trasferire i patogeni che inevitabilmente raccoglie il telefono ai cibi.

La BIOCARD contiene una matrice quantica che trasferisce informazioni prevalentemente all’acqua contenuta nei alimenti crudi e cotti e nelle bevande depurandoli dagli agenti inquinanti e dalle tossine contenute.

Il trasferimento delle informazioni avviene molto più difficilmente attraverso contenitori in plastica e risulta quasi impossibile attraverso quelli di metallo. Quindi se la bottiglia di acqua, vino, alcoolici, bibite, ecc. è di plastica dovremo aspettare un tempo maggiore per il trasferimento efficace delle informazioni. In pratica per disintossicare il liquido in una bottiglia di vetro sonno sufficienti poche decine di secondi mentre se la bottiglia è di plastica dovremo aspettare qualche minuto e, in casi estremi, la disintossicazione potrebbe richiedere tempi troppo lunghi o risultare parzialmente inefficace. Le bevande in lattine o contenitori metallici vanno disintossicate versandole in bicchieri di vetro o cartone evitando quelli di plastica.

Per massimizzare l’azione della BIOCARD questa va tenuta lontana dal telefono cellulare, dal computer, dal tablet e da altre fonti di campi elettromagnetici come cavi elettrici, motori, lampade, ecc. A distanza di circa 70 cm la BIOCARD non ne viene influenzata ma per rendere la sua azione ancora più efficace è bene tenere lontani questi dispositivi almeno un metro.

La BIOCARD non altera in alcun modo le caratteristiche organolettiche degli alimenti e delle bevande ma nel caso queste siano pesantemente inquinate è possibile avvertire un gusto migliore e più pieno.

EFFETTI POSITIVI

La BIOCARD non compie miracoli ma elimina o riduce drasticamente le tossine che ingeriamo, inconsapevolmente, attraverso cibi e bevande.

L’acqua è la nostra fonte di vita ma le piogge raccolgono tutto l’inquinamento atmosferico, trascinandolo al suolo e per percolazione naturale nelle falde acquifere. Entro certi limiti il terreno svolge un’azione filtrante depurativa ma attualmente l’inquinamento prodotto dall’uomo è veramente tanto grande da far risultare inefficace questa azione di filtro del terreno.

Tutto l’inquinamento prodotto dall’uomo finisce direttamente o indirettamente nelle falde sotterranee e queste riserve idriche costituiscono la risorsa della quale ci nutriamo bevendo direttamente l’acqua o attraverso i cibi ottenuti da vegetali irrigati o bestiame abbeverato o prodotti ittici.

In questo modo sia direttamente che indirettamente ingeriamo tossine in quanto la potabilizzazione dell’acqua a volte non elimina totalmente il problema e comunque non viene usata nell’industria agroalimentare sia vegetale che animale.

Progetto BIOCARD UniSanPaolo

I laboratori di ricerca dell’Università Anglo Cattolica San Paolo Apostolo hanno realizzato delle matrici in grado di trasferire senza contatto secondo i principi della fisica quantistica, informazioni disintossicanti importanti a sostanze organiche e inorganiche. Queste matrici sono state inserite in tessere formato “carta di credito” denominate BIOCARD.

Le BIOCARD UNISANPAOLO sono matrici opportunamente condizionate in grado di disintossicare bevande, cibi e prodotti di uso comune posti nelle vicinanze da tossine di derivazione ambientale come metalli pesanti, veleni, pesticidi, agenti inquinanti, patogeni, funghi, parassiti, ecc.

Ponendo per qualche decina di secondi la BIOCARD vicino ad una bottiglia di vetro l’acqua o il liquido contenuto viene disintossicato dalle sostanze inquinanti eventualmente contenute evitando all’organismo di assumere tossine e veleni come cloro, arsenico, mercurio, palladio, pesticidi, ecc.

Produrre fisicamente queste matrici attive, che non hanno necessità di essere alimentate, durano un anno e proteggono dalle tossine che assumiamo ingerendo alimenti o per contatto da saponi, dentifrici, creme, ecc. ha costi di ricerca e produzione e l’Università chiede donazioni per distribuire al maggior numero di persone queste BIOCARD che migliorano la qualità della vita.

Possiamo aiutare una singola persona con qualche € e per aiutarne tanti cerchiamo ogni sponsorizzazione sia modesta che importante. (c/c dell’Università Anglo Cattolica San Paolo Apostolo: IBAN: IT57Z0569603210000006321X07 BIC/SWIFT: POSOIT22XXX)

Le BIOCARD UNISANPAOLO sono il più utile dei regali e possono essere realizzate anche con il logo e le indicazioni dello specifico sponsor.

EFSA autorità europea per la sicurezza alimentare

L’EFSA è l’Autorità europea per la sicurezza alimentare che fornisce consulenze scientifiche indipendenti sui rischi connessi all’alimentazione e pubblica valutazioni sui rischi alimentari nelle strategie politiche europee, per proteggere i consumatori dai rischi della catena alimentare. Le sue attività comprendono:

la sicurezza dei generi alimentari e dei mangimi

l’alimentazione

la salute e il benessere degli animali

la protezione delle piante

la salute delle piante.

L’EFSA collabora le agenzie dell’UE che operano nel settore della salute e della sicurezza degli esseri umani, degli animali e dell’ambiente come:

l’Agenzia europea per i medicinali (EMA)

l’Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA)

il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (CEPCM)

l’Agenzia europea dell’ambiente (AEE).

Anche grazie all’EFSA i consumatori europei sono fra i più protetti e informati al mondo sui rischi della catena alimentare.

Insidie alimentari naturali nelle indicazioni EFSA

Le filiere agroalimentari introducono a volte anche inconsapevolmente tossine e patogeni di derivazione artificiale e umana. Queste insidie provengono per lo più dalle acque sotterranee inquinate da composti e sostanze tossiche di origine varia come ad esempio i sottoprodotti industriali o i pesticidi.

Anche i prodotti esclusivamente naturali e lontani da ogni possibile inquinante inglobano al loro interno delle sostanze negative che ad esempio proteggono le piante dagli insetti, dai parassiti naturali dalle muffe e dai patogeni e anche queste sostanze possono avere effetti negativi per l’organismo umano.

L’equazione biologico = buono NON è vera e anche per i prodotti non artificiali è necessario prestare attenzione soprattutto per le bevande e gli alimenti crudi in quanto la manipolazione mirata, come i processi di cottura, se ben eseguita elimina queste tossine.

Legumi, cereali e soia contengono inibitori delle attività degli enzimi che influenzano assimilazione e digeribilità delle proteine e danneggiano il pancreas. Contengono anche i fitati che riducono l’assimilabilità dei minerali ma vengono eliminati dalla lievitazione oltre che dalla cottura. Stessa funzione inibitoria hanno gli ossalati presenti nelle verdure e negli agrumi e quelli a base calcio (cacao, spinaci e bieta) procurano calcoli importanti. I tannini (tè, caffè, cacao, vino, uva, frutti neri, ecc.) diminuiscono l’assimilabilità proteica; l’avidina (albume crudo dell’uovo) impedisce il corretto apporto vitaminico, le lectine (fagioli, grano, arachidi e vegetali in genere non cotti) danneggiano l’intestino e la digestione.

La cottura dei vegetali è un processo indispensabile per garantire i corretti apporti nutritivi.

L’EFSA ha monitorato la presenza di arsenico negli alimenti. I più pericolosi sono risultati i prodotti trasformati a base di cereali, latte, latticini e acqua potabile. Il riso specialmente quello integrale, che viene generalmente considerato come il più salutare, risulta contenere i livelli più alti di arsenico e richiede specifiche precauzioni prima di essere utilizzato: per eliminare l’arsenico il riso deve essere sciacquato più volte con grande attenzione in acqua fredda e cucinato facendolo bollire in quantità d’acqua pari almeno a tre o quattro volte il suo volume. Il riso infine va scolato con attenzione e l’acqua di bollitura eliminata lavando la pentola accuratamente prima di riutilizzarla. La BIOCARD è in grado di disintossicare anche il riso integrale dai suoi veleni e può essere utilizzata sia sul riso crudo che su quello cotto.

I metalli pesanti

I metalli pesanti sono così definiti per la loro posizione specifica nella tavola periodica degli elementi che li pone fra i metalli e in particolare fra quelli ad elevato peso specifico in quanto elementi ad elevato peso atomico. I metalli pesanti sono altamente tossici perché si tratta di sostanze inquinanti che attraverso l’alimentazione, l’aria, l’acqua e il contatto epidermico penetrano nell’organismo intossicandolo senza che ci si possa rendere conto del pericolo.

Sono veicoli preferenziali per l’ingestione di questi metalli pesanti tossici i pesticidi utilizzati in agricoltura; la carne del bestiame sottoposto a vaccini e ad integratori alimentari chimici; l’acqua degli acquedotti con condotte obsolete o fortemente clorata. Una contaminazione importante proviene anche dalla preparazione e dal confezionamento dei prodotti alimentari con alcuni tipi di scatolame o confezionamenti con rivestimento metallico a contatto degli alimenti e i farmaci. Anche l’inalazione produce effetti importanti correlati all’inquinamento ambientale, al contatto con oggetti in metallo, con prodotti per l’igiene personale e la cosmesi che contengono in particolare prodotti derivati dal petrolio e dalla paraffina e la formaldeide.

I metalli pesanti sono spesso presenti in quantità infinitesimali nell’organismo e a volte si rivelano indispensabili ma purtroppo tendono ad accumularsi nelle ossa, negli organi quali fegato, reni, polmoni, sistema endocrino, nei tessuti connettivi, nel cervello e nel liquido intracellulare. Assunti inalazione, contatto e ingestione vengono eliminati dalla traspirazione della pelle, l’espirazione polmonare, l’intestino e la vescica con le feci e l’urina. Arsenico, cobalto, cromo, rame, fluoro, ferro, iodio, manganese, molibdeno, nichel, selenio, silicio, stagno, vanadio e zinco sono elementi positivi utili nei processi metabolici mentre alluminio, palladio, argento, cadmio, platino, oro, mercurio, cromo e piombo sono pericolosissimi anche in piccole quantità perché si accumulano per sovrapposizione degli effetti. A volte l’affinità fra sostanze diverse diventa un pericolo come quando il piombo sostituisce il calcio nel cervello, il cadmio lo zinco e l’alluminio il magnesio. Queste compensazioni sono addirittura favorite dal corpo che tenta di approvvigionarsi di sostanze utili senza rendersi conto che in realtà sfrutta tossine solo in apparenza simili alle sostanze richieste.

I metalli pesanti favoriscono inoltre la formazione di radicali liberi distruggendo i legami molecolari liberano radicali liberi, che ossidano le cellule distruggendole come la ruggine fa con il metallo, creando patologie quali diabete, malattie cardiovascolari, tumori ed invecchiamento precoce. I radicali liberi sono molecole costituite da atomi di ossigeno privi di un elettrone, che attaccano le molecole per procurarsi la carica mancante, trasformando le molecole in un altri radicali liberi in una reazione a catena. Il processo di ossidazione si innesca quando c’è la sottrazione dell’elettrone da una molecola, la quale, privata della sua componente, attacca un’altra cellula per ritrovare l’elettrone e ripristinare il suo equilibrio. Il nostro corpo produce normalmente i radicali liberi per combattere le infezioni ed eliminare i batteri, ma la produzione va fuori controllo quando si aggiungono nuovi radicali liberi originati da vari fattori quali l’inquinamento, l’alimentazione, lo stress (che porta il corpo ad aumentarne la produzione) e un eccesso di metalli nell’organismo.

 

Il benzene

Il benzene o benzolo è un derivato del carbonio, un idrocarburo aromatico che si presenta come un liquido incolore facilmente evaporabile con odore pungente e dolciastro percepibile a bassa concentrazione (oltre 2 ppm). Il benzene è un cancerogeno riconosciuto e molto pericoloso perché facilmente infiammabile.  Per sovrapposizione di effetti esposizioni di qualche anno anche a basso dosaggio sviluppano forme specifiche leucemiche. A concentrazioni più elevate produce velocemente torpore, caduta di attenzione, vertigini, perdita di coscienza e morte. Il benzene è un derivato della combustione e viene prodotto dai vulcani e dagli incendi ma anche artificialmente come distillato del petrolio diffusamente utilizzato nella produzione industriale di stirene, resine, fibre sintetiche, gomme, lubrificanti, coloranti, inchiostri, collanti, detergenti, solventi, pesticidi e costituisce la centesima parte della benzina verde.

Il benzene viene prodotto dal fumo diretto o indiretto di combustioni parziali (tabacco, stufe, veicoli, ecc.), dai vapori di colle, vernici, detergenti. Il benzene viene assorbito principalmente per inalazione. Un fumatore, ogni giorno, assorbe in media 2 mg di benzene, ma anche gli addetti agli impianti petrolchimici sono esposti e il benzene riesce a contaminare cibi e bevande. 

Il DDT

Il DDT sigla del diclorodifeniltricloroetano è un insetticida molto efficace scoperto il secolo scorso e impiegato dagli anni ‘30 sino agli anni ‘70 decennio nel quale venne dismesso perché considerato troppo tossico per l’uomo. Il DDT però viene ancora utilizzato nella lotta contro alcune patologie molto pericolose come la malaria e contro pidocchi e termiti. Gli organoclorurati e i derivati del DDT sono scarsamente degradabili e si fissano sul terreno e sulle colture dopo il trattamento con un’elevata stabilità, scarsa volatilità e lentissima biotrasformazione. Inalazione, contatto e ingestione prolungata provocano tremore e convulsioni, danni al fegato, agli organi sessuali e tumori. Piccole quantità di DDT vengono utilizzate nei prodotti lucidanti della frutta e rimangono sulla buccia insieme ad altre sostanze nocive che obbligano a dichiarare la buccia non edibile. La buccia dei frutti viene spesso, come è il caso degli agrumi, utilizzata in preparazioni alimentari e contiene la maggior parte delle sostanze nutritive e delle vitamine. La difficoltà di eliminare con i consueti lavaggi sostanze tossiche presenti come residui di lavorazione sulla buccia priva il consumatore di una parte sostanziosa del frutto quindi quando la confezione riporta questa indicazione evitiamo di acquistare questi prodotti.

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