Acido ascorbico e vitamina C

L’acido ascorbico e la vitamina C sono esattamente la medesima cosa cioè un composto di carbonio, idrogeno e ossigeno detto acido ascorbico di formula:

La vitamina C o acido ascorbico (sigla E300) appare come una polvere bianca, cristallina, debolmente acida, solubile in acqua sino a 330 g per litro. La sua idrosolubilità ne consente l’accumulo nell’organismo in particolare nei reni e nel fegato.

L’acido ascorbico è un componente di molte attività del metabolismo organico. È dotato di azione riducente energica, possiede lievi proprietà disinfettanti e rende possibile all’organismo la sintesi di elementi fondamentali quali aminoacidi, ormoni e collagene. La vitamina C aumenta l’efficienza del sistema immunitario, previene alcune sindromi, inibisce le attività cancerogene in particolare dell’apparato digerente e contrasta le azioni nocive dei radicali liberi. Le sue proprietà terapeutiche al contrario sono decisamente controverse se non nulle. In particolare nelle sindrome influenzali e per il raffreddore non ha effetti curativi diretti ma aumentando le difese immunitarie dell’organismo può prevenirli e velocizzare i tempi di recupero. Tuttavia come ogni complesso vitaminico è un antagonista antibiotico e quando questi vengono assunti è necessario evitare l’assunzione di vitamine.

Utilizzo

La sua assunzione è tipicamente alimentare ma possono essere utilizzati integratori o prodotti farmacologici specifici.

Il prodotto farmacologico più noto è il Cebion e la confezione da 10 compresse effervescenti viene commercializzata a circa 6 €. Ogni compressa contiene 1 g di acido ascorbico come principio attivo mescolato ad eccipienti di varia natura in quanto l’acido ascorbico è bianco, inodore e insapore. Gli eccipienti utilizzati nel Cebion lo rendono effervescente, gli conferiscono un lieve gusto dolce all’arancia e diluiscono il prodotto ma non contribuiscono al principio attivo in nessun modo, essi sono; acido tartarico, sodio bicarbonato, sodio ciclamato, aroma d’arancia in polvere, acido adipico, colorante giallo arancio S (E 110), colorante giallo arancio S (E 110), lacca, saccarosio CD e saccarosio semolato. 10 g di acido ascorbico confezionato in compresse da 1 g (1000 mg) venduti a circa 6 € corrispondono a 600 € al Kg!

L’acido ascorbico acquistato in polvere puro e senza eccipienti va diluito in acqua prima del consumo e costa circa 15 €/Kg qualcosa in più se confezionato in compresse.

Una differenza abissale che non richiede commenti. L’acido ascorbico teme umidità e temperature elevate ma è sufficiente conservarlo in luoghi freschi e asciutti, non a contatto con l’aria e al riparo dalla luce. L’acido ascorbico nella sua forma base di polvere cristallina si conserva quasi indefinitamente. Se comincia ad ossidarsi vira dal bianco al giallo pallido quindi va conservato in sacchetti o contenitori richiudibili e con minimo contenuto d’aria.

Dove si trova?

L’acido ascorbico è presente in molti cibi ma la sua sensibilità alla temperatura lo lascia attivo solo in quelli freschi e crudi. Le verdure bollite perdono, ad esempio, ogni traccia di vitamina C. A contatto con acqua, come avviene negli alimenti si degrada rapidamente quindi i contenuti di vitamina C si riferiscono a prodotti alimentari utilizzati entro pochi giorni dalla loro raccolta. Anche la classica spremuta d’arancia va consumata subito (facile) e preparata con arance raccolte solo da qualche giorno (molto difficile) per essere realmente efficace come apporto di vitamina C.

Alimento Vitamina C
Ciliegia delle Barbados 2000
Kakadù Australiana 1300
Bacche di Rosa Canina 1200
Peperoncini piccanti 230
Peperoncini rossi e gialli 170
Peperoni verdi 140
Rucola 110
Broccoli 100
Kiwi 90
Bacche di Goji 80
Cavoletti di Bruxelles 70
Fragole 65
Lattughe 60
Agrumi 50
Succo di agrumi 45
Fave 35
Carne di fegato o rene 30
Piselli 30
Pomodori 25
Kaki 25
Bacche di Aronia 20
Ananas 20
Finocchi 10
Cocomero 10

La tabella fornisce indicazioni sul contenuto di acido ascorbico espresso in mg per ogni 100 g di prodotto. I valori sono validi per alimenti consumati crudi entro qualche giorno dalla raccolta. Il consumo tardivo e la cottura diminuiscono sino ad annullare il contenuto attivo di vitamina C.

La ciliegia delle Barbados, la prugna Kakadù australiana, le bacche di Goji della Cina sono frutti esotici che crescono solo in particolari ambiti e vanno considerati solo se consumati freschi in loco, mentre la Rosa Canina è molto diffusa e le sue bacche contengono percentuali elevatissime di vitamina C.

Dosaggio organico della vitamina C

La carenza di vitamina C provoca lo scorbuto la famosa “malattia del marinaio” che nelle navi a vela lente e senza frigoriferi non potevano cibarsi di alimenti freschi per mesi. Per loro l’unica risorsa erano le mele frutto che si conserva facilmente e a lungo: una mela al giorno toglie il medico di torno! La carenza di vitamina C crea scompensi organici quali apatia, anemia, inappetenza e abbassa le difese immunitarie. Nei casi più gravi cominciano a sanguinare le gengive, i denti cadono, si avvertono dolori muscolari intensi ed episodi emorragici. In particolare la perdita dei denti è spesso causata da carenze alimentari o da alimentazione non variata e inadeguata.

Non tutti i mammiferi richiedono apporti di vitamina C ma l’uomo ne richiede circa 100 mg al giorno, circa 80 mg per le donne in relazione al loro minore peso corporeo. Durante la gravidanza il fabbisogno naturalmente aumenta a circa 90 mg al giorno.

Anche un eccesso di vitamina C può creare danni. Un’alimentazione inadatta o più di frequente l’abuso di integratori alimentari può causare danni in particolare a reni e fegato, organi nei quali la vitamina C si accumula. L’eccesso conduce alla formazione di calcoli e all’assorbimento eccessivo di ferro che la vitamina C favorisce. In questi casi i sintomi sono la diarrea e disturbi grastro-intestinali come bruciori gastrici, vomito e crampi addominali, associati o preceduti da apatia, debolezza, vertigini e sensazioni di calore improvviso e ingiustificato.

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